Giovedì 05 Agosto 2021 | 13:33

NEWS DALLA SEZIONE

Sassoli, Ue si doti di politica comune sull'asilo

Sassoli, Ue si doti di politica comune sull'asilo

 
Allo studio una revisione del programma di lavoro dell’eurocamera

Allo studio una revisione del programma di lavoro dell’eurocamera

 
Le calamità naturali in Europa sono costate 77 miliardi in 20 anni

Le calamità naturali in Europa sono costate 77 miliardi in 20 anni

 
L’Ue è vicina all’obiettivo sui vaccini, il 70% degli adulti ha ricevuto una dose

L’Ue è vicina all’obiettivo sui vaccini, il 70% degli adulti ha ricevuto una dose

 
Breton, l'Europa ora è la farmacia del mondo

Breton, l'Europa ora è la farmacia del mondo

 
Von der Leyen, mantenuto la parola, una dose a 70% adulti

Von der Leyen, mantenuto la parola, una dose a 70% adulti

 
Eurodeputati, stop agli arresti degli oppositori in Bielorussia

Eurodeputati, stop agli arresti degli oppositori in Bielorussia

 
Ue, con pandemia in Italia aumentato rischio corruzione

Ue, con pandemia in Italia aumentato rischio corruzione

 
L'Ema avvia la procedura di valutazione del vaccino Sanofi

L'Ema avvia la procedura di valutazione del vaccino Sanofi

 
Frontex ignorò le prove degli abusi sui migranti

Frontex ignorò le prove degli abusi sui migranti

 
Sassoli: abbiamo fatto tanto, il Green pass va usato

Sassoli: abbiamo fatto tanto, il Green pass va usato

 

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Brexit: italiani in Gb temono 'no deal', governo rassicura

Brexit: italiani in Gb temono 'no deal', governo rassicura

LONDRA - Da un lato la comunità degli italiani di Gran Bretagna, che teme le incognite di un'ipotetica Brexit 'no deal', un divorzio di Londra da Bruxelles senz'accordo e senza più certezze. Dall'altro il governo Tory di Theresa May, che rassicura sulla garanzia dei diritti pressoché identici a quelli attuali a tutti i cittadini dell'Ue residenti almeno fino alla fine del periodo di transizione (il 31 dicembre 2020) e, comunque, giura di non voler chiudere le porte agli "italian friends" neppure dopo. E' un confronto aperto e improntato se non altro alla buona volontà quello ospitato nelle scorse ore nella sede dell'ambasciata d'Italia a Londra fra una folta rappresentanza dello sterminato popolo di connazionali d'oltremanica (6-700.000 persone in totale) e Suella Braverman, sottosegretaria alla Brexit nel gabinetto May, accompagnata da funzionari del suo dicastero e di quello degli Interni. 

 

Il messaggio di Braverman, introdotta da un saluto dell'ambasciatrice britannica a Roma, Jill Morris che è un inno all'amicizia fra l'isola e la penisola, vuol essere tranquillizzante. "Usciremo dall'Ue, non dall'Europa", ripete evocando uno slogan ricorrente a Downing Street. E insistendo sul valore dell'intesa già raggiunta a dicembre con l'Unione sul futuro dei diritti dei cittadini europei. La garanzia resta quella d'un "settled status", uno statuto privilegiato per tutti coloro che sono già nel Regno o vi arriveranno entro il 2020, che potrà essere ottenuto attraverso una procedura burocratica digitale "estremamente leggera" - dice - e che darà a ciascuno il diritto a rimanere sine die a Londra e dintorni, con un trattamento equiparato a quello dei sudditi britannici dalla sanità all'istruzione, dal welfare al riconoscimento dei titoli. 

 

Guarentigie legate peraltro al raggiungimento di un accordo complessivo con l'Ue al termine ultimo dei negoziati previsto per novembre: un obiettivo su cui Braverman si dice "fiduciosa" perché "reciprocamente vantaggioso", ma senza negare che il suo governo si deve "responsabilmente preparare" anche allo scenario "improbabile" di un no deal. Uno scenario che rimetterebbe in effetti quasi tutto in discussione, sebbene la sottosegretaria puntualizzi che neppure in quel caso Londra avrebbe intenzione (né interesse) di mandar via i cittadini europei già residenti - men che meno gli italiani - o di farne 'merce di scambio'. 

 

Nella platea tuttavia qualche preoccupazione non manca. Come non mancano i quesiti e soprattutto le richieste di chiarimenti su punti specifici, dettagli tecnici, casi individuali. Domande a cui i funzionari di Londra rispondono in modo puntuale e benevolo, ma in parte condizionato. Tanto che l'ambasciatore italiano, Raffaele Trombetta, accompagna i saluti finali con l'offerta della sede diplomatica come terreno per altri confronti da tenere in futuro, parallelamente al completamento della trattativa di Bruxelles. Non senza sottolineare come gli impegni britannici sulla volontà di facilitare la concessione dello status privilegiato, senza sfruttarne le procedure come strumento di censimento e di controllo, siano "importanti". E concludere con sorriso: di qui a qualche mese, quando le promesse dovranno diventare realtà, "ce ne ricorderemo".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie