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BUDVA - Ripulire le spiagge da plastica e rifiuti, e dare vita a barriere anti-erosione riutilizzando il legno raccolto sui litorali. E' l'obiettivo del progetto WELCOME nato dall'alleanza tra Italia, Albania e Montenegro per salvare le coste adriatiche da spazzatura ed erosione. Guidata dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare di Unisalento e co-finanziata dall'Ue, l'iniziativa è stata presentata a Kotor, in Montenegro, a margine del forum annuale della macroregione adriatico-ionica (Eusair).

Dall'inizio delle operazioni di raccolta e analisi, nel 2018, sulle spiagge leccesi di Torre Chianca, Frigole e San Cataldo sono 144 i kg di rifiuti raccolti, di cui oltre l'80% plastica, e 777 i kg di legno. Dati mediamente in linea con la raccolta sul litorale albanese, che ha fatto peggio (240 kg di rifiuti, di cui oltre il 73% plastica, e 670 kg di legno), e su quello montenegrino, che appare un po' meno inquinato (60 kg di rifiuti, di cui oltre il 60% plastica, e 40 kg di legno). "Vogliamo mandare un richiamo alle istituzioni per un intervento coordinato nei tre Paesi nella gestione della fascia costiera e nello sviluppo di modelli di dispersione della spazzatura marina nel mare Adriatico", ha detto Milica Mandić, direttore del laboratorio per la ricerca dell'Istituto di biologia marina dell'Università del Montenegro, partner del progetto.

Oltre al risanamento delle coste, i ricercatori e biologi impegnati nel progetto puntano al restauro delle dune costiere e lo fanno chiamando a raccolta artisti e designer per creare barriere eco-sostenibili di protezione contro l'erosione riutilizzando il legno raccolto sulle spiagge.

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