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BRUXELLES - Nonostante l'Europa, dopo l'America del nord, continui ad essere la regione nel mondo col più alto quoziente di democrazia, "negli ultimi dieci anni c'è stato un declino generale: varie realtà testimoniano un'erosione democratica, se non veri e propri indietreggiamenti. Un declino che non può essere dissociato dall'ascesa di partiti anti-establishment". Emerge dalla relazione 2019 sullo Stato globale della democrazia, pubblicata dall'Istituto internazionale per la democrazia e l'assistenza democratica.

Secondo il rapporto, oltre la metà dei Paesi europei (il 56%), è soggetta ad erosione democratica, e delle dieci democrazie che stanno vedendo "seri scivolamenti", sei sono considerate parte dell'Europa: Ungheria, Polonia, Romania, Serbia, Turchia e l'Ucraina (sebbene quest'ultima con minore portata). Lo studio rileva un "malessere generale" tra i partiti politici tradizionali in Europa, che ha contribuito all'ascesa di movimenti populisti, estremisti ed anti-establishment.

"I motivi politici del populismo - si legge - includono una ridotta fiducia nei partiti politici tradizionali, ed una crisi di rappresentatività, oltre alla polarizzazione della sfera pubblica, approfondita anche dai social media". Tra i motivi socio-economici invece, si citano "le trasformazioni del mercato del lavoro, ed un aumento delle disparità socio-economiche"

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