Lunedì 17 Febbraio 2020 | 02:54

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BRUXELLES - Sarà con tutta probabilità la bulgara Kristalina Georgieva a guidare il Fondo monetario internazionale dopo la partenza di Christine Lagarde per Francoforte a novembre. I ministri dell'economia della Ue l'hanno scelta come loro candidata preferendola all'olandese Jeroen Dijsselbloem, ma dopo una votazione tesa e contestata fino alla fine. La guerra tra Nord e Sud Europa ha segnato anche quest'ultima elezione, nonostante da scegliere stavolta ci fosse la guida di un'istituzione globale come il Fondo monetario e non un organismo europeo. Ma i due nomi rimasti in lizza dopo settimane di diplomazia, 24 ore di intensi contatti tra le capitali e un round ufficiale di votazione, descrivono bene la frattura che c'è nella Ue: l'ex presidente dell'Eurogruppo, Dijsselbloem, non è riuscito a trovare una maggioranza solida perché tutti i Paesi del Sud e dell'Est hanno preferito la sua avversaria Georgieva, che non si è 'compromessa' con le politiche di austerità arrivate dalla Troika in poi.

Ma la scelta non è stata semplice. Il Tesoro francese, che ha guidato il processo di selezione, aveva inviato ai 28 ministeri una mail con le istruzioni: il candidato si sarebbe votato a maggioranza qualificata come 'benchmark', e non come regola. Con la maggioranza qualificata, il vincitore doveva ottenere i voti del 55% dei 28 Stati membri, che rappresentano almeno il 65% della popolazione Ue. Nessuno dei due candidati ha centrato entrambi i criteri: la Georgieva ha ottenuto il 56% dei Paesi e il 57% della popolazione, mentre Dijsselbloem il 44% dei Paesi e il 43% della popolazione. Secondo fonti europee e francesi, la vittoria della Georgieva era comunque chiara, visto che la maggioranza qualificata non era una regola, ma solo un 'benchmark'. Ma i Paesi del Nord hanno contestato il risultato, chiedendo addirittura che si cambiassero le regole d'ingaggio considerando il peso dei Paesi in seno al Fmi e non alla Ue, criterio che avrebbe favorito l'olandese. Alla fine, però, di fronte alla pressione è stato lo stesso Dijsselbloem ad accettare il risultato, nonostante avesse dalla sua la Germania e tutti gli altri 'falchi'. Francia, Italia, Paesi del Sud e dell'Est hanno invece preferito l'avversaria. Immediate le congratulazioni del presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno e di quello della Commissione Ue, Jean Claude Juncker. L'istituzione di Washington è stata storicamente diretta da un europeo, mentre agli Usa va la Banca Mondiale.

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