Lunedì 18 Marzo 2019 | 23:28

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BRUXELLES - Prosegue il negoziato sull'operazione europea Sophia, il cui mandato strategico scadrà a fine dicembre. Dopo mesi di discussioni, il Servizio europeo per l'azione esterna, che fa capo all'Alto rappresentante Federica Mogherini, ha presentato una nuova proposta sul tavolo del Comitato politico e di sicurezza (Cops) di ieri, per cercare di sciogliere l'unico vero nodo della trattativa, quello dei migranti salvati dalle navi della missione, che stando all'attuale piano operativo devono essere sbarcati tutti in Italia.

 

Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche europee, il nuovo documento prevede che sia il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo (Mrcc) a decidere il porto di sbarco, tenendo conto delle circostanze del salvataggio, e della necessità di liberare i mezzi in tempi rapidi, per un ritorno alla loro piena operatività; quindi, secondo i principi di efficienza e velocità. Tuttavia, nel caso di diatriba, come ultima risorsa, la proposta prevede che sia il Paese dell'Mrcc a mettere a disposizione uno dei propri porti per lo sbarco, a patto che si organizzi uno screening immediato dei migranti, ed una veloce redistribuzione, verso i Paesi volonterosi, di quanti hanno diritto all'asilo.

 

Al tavolo delle consultazioni, resta per il momento l'ostinazione di un gruppo di Paesi che insistono sulla necessità di trovare una soluzione nel quadro più ampio delle misure sulla migrazione, individuate al vertice europeo di giugno, come ad esempio le piattaforme regionali di sbarco e i centri controllati. Iniziative su cui però si registrano scarsi progressi. Tutti i Paesi che partecipano a Sophia hanno comunque espresso la volontà di far proseguire l'operazione, ma per il momento, la soluzione sembra ancora in alto mare.

 

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