Lunedì 17 Dicembre 2018 | 21:11

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Schengen: Austria estende controlli per altri 6 mesi

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BRUXELLES - La Commissione europea conferma di aver ricevuto una notifica dall'Austria, "che intende continuare a mantenere i controlli temporanei alle frontiere interne con Slovenia e Ungheria, fino a maggio 2019, quindi per altri sei mesi, in base all'articolo 25 del Codice delle frontiere Schengen. Bruxelles ora valuterà la notifica e continuerà a monitorare l'attuazione dei controlli". Così Natasha Bertaud, portavoce della Commissione Ue per la Migrazione. "Ai sensi dell'articolo 25 del Codice è possibile per gli Stati membri notificare la loro intenzione di fare dei controlli temporanei alle frontiere interne.

 

Come ha detto il presidente Jean Claude Juncker, la Commissione non è a favore che questa situazione prosegua, e a suo avviso è un passo indietro per l'Europa. Bruxelles continuerà a lavorare con gli Stati membri coinvolti, ed in particolare, ad incoraggiare a sostituire questi controlli alle frontiere con controlli di polizia nelle zone frontaliere. E' una raccomandazione che abbiamo fatto ad ottobre e continuiamo a lavorare con i Paesi", spiega Bertaud. "I controlli devono essere sempre giustificati e quando riceviamo le notifiche non diamo il via libera" in modo automatico. Prima "valutiamo la necessità e la proporzionalità, e non lo facciamo solo quando riceviamo la notifica, ma in modo continuativo. Fino ad oggi non abbiamo pubblicato alcuna opinione negativa, ma è nostra prerogativa poterlo fare", evidenzia. 

 

Comunque, per tornare ad un corretto funzionamento di Schengen secondo Bertaud "ci sono molte cose da prendere in considerazione". Tra queste "occorre prendere in considerazione il lavoro parallelo sul rafforzamento delle frontiere esterne, che possono permettere la libera circolazione interna", e la proposta della Commissione europea di una riforma del Codice Schengen, "che è sempre sul tavolo, che riesamina la possibilità di fare controlli di continuo e stabilisce un meccanismo di controlli europei per il terrorismo, come già esiste per la migrazione".

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