Domenica 18 Novembre 2018 | 04:22

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"Voi vi siete già fatti un'idea su questa relazione, e il mio intervento non vi farà cambiare opinione ma sono venuto lo stesso. Non condannerete un governo, ma l'Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea. Sono qui per difendere la mia Patria". Lo ha detto il premier ungherese Viktor Orban alla plenaria di Strasburgo. "L'Ungheria - ha detto - sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l'immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario. L'Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l'immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario. Non accetteremo che le forze pro-migrazione ci ricattino, non cederemo al ricatto, difenderemo le frontiere e fermeremo la migrazione clandestina. Anche contro di voi se è necessario. Siamo noi a difendere le nostre frontiere e solo noi possiamo decidere. Vi dico che non accetto questa relazione e che le forze pro-immigrazione ci facciano dei ricatti sulla base di calunnie"

 

"Ho accettato compromessi sul sistema giudiziario e elettorale - ha detto Orban - ma questa relazione vuole buttare alle ortiche accordi conclusi da anni. State dando un colpo grave al dialogo costruttivo", ha aggiunto, sottolineando che la relazione del parlamento sull'Ungheria "contiene 37 errori".

 

"Sulla migrazione - ha poi detto Orban - sono disposto a cooperare con qualsiasi governo che vuole difendere le frontiere, non è per me una questione partitica, e devo dire che mi tolgo il cappello di fronte agli italiani per il coraggio che stanno avendo e hanno avuto per quanto hanno fatto". 

 

RIVEDI IL DIBATTITO IN AULA:

  

 

 

Il leader dei Popolari al Parlamento Ue, Manfred Weber, ha reso noto che la sua "famiglia politica" deciderà stasera sul voto di domani sull'Ungheria. "Ma voglio dire a tutti che se non ci sarà la disponibilità a risolvere tutti i problemi da parte del governo ungherese, si farà scattare l'articolo 7.1". 

 

"Il premier Viktor Orban sarà franco e diretto sulle accuse del rapporto Sargentini, al Parlamento europeo. Il rapporto non solo contiene errori, ma anche bugie, e casi già chiusi". Con queste parole il portavoce del governo ungherese ha anticipato ieri il contenuto del disorso che questo pomeriggio terrà a Strasburgo il premier Orban. Il Parlamento Ue è infatti chiamato a esprimersi sull'avvio delle procedure dell'articolo 7 dei trattati Ue, che prevede una serie di sanzioni per i Paesi che violano le regole sullo stato di diritto. Dopo il dibattito di oggi, la Plenaria voterà domani.

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