Martedì 11 Dicembre 2018 | 05:07

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BRUXELLES - "La difesa del copyright è di fatto la difesa della libertà di stampa" e "chi vota contro, vota contro la libertà di stampa". Non c'è infatti "nessuna tassa sui link, questa è completa disinformazione", in quanto "per il lettore non cambierà assolutamente niente e potrà sempre condividere articoli come fa oggi" perché, se verranno adottate le nuove regole Ue, "a pagare saranno le piattaforme, con accordi economici tra queste e gli editori". E' il messaggio lanciato a Bruxelles da Carlo Perrone, presidente dell'associazione europea degli editori di giornali (Enpa), alla vigilia del voto dell'Europarlamento la prossima settimana sulla riforma del copyright. Questa darebbe agli editori la possibilità di negoziare con le piattaforme come Facebook o Google una remunerazione per l'utilizzo del loro materiale giornalistico, finora mai tutelato dalla regole sulla proprietà intellettuale. In passato, infatti, spiega Perrone, "non era necessaria la protezione del copyright, perché non si poteva copiare un intero giornale cartaceo mentre oggi basta un click".

 

Sul fronte italiano, "siamo sorpresi come editori da una posizione così dura e specifica" assunta dal vicepremier Luigi Di Maio contro la riforma Ue che sostiene metta "un bavaglio alla rete", in quanto senza "rischiamo che il giornalismo professionista diminuisca sempre di più e che perdiamo il pluralismo, perché i grandi gruppi riusciranno sempre a sopravvivere ma se i piccoli editori e i giornali locali non potranno avere in futuro ricavi dal digitale, rischiano loro prima di altri la sopravvivenza", ha avvertito Perrone.

 

Nel contesto dell'aggressiva campagna fatta dalle potenti lobby dell'industria tech e delle grandi piattaforme per influenzare il voto del Pe la prossima settimana in modo da affossarla, con "bombardamento di mail" e "studi di ricercatori o sedicenti ong" dietro cui stanno le piattaforme - denunciano i rappresentanti degli editori di Emma, Epc e Nme -, gli europarlamentari pentastellati hanno sempre avuto una posizione contraria alla riforma. Al contrario, ha sottolineato Perrone, "sarebbe una novità il cambiamento della posizione del governo italiano, e questo ci preoccupa". Con la riforma del copyright proposta dall'Ue, infatti, spiega il presidente dell'Enpa, "ogni editore sarà libero in futuro di fare accordi con gruppi aziendali e anche piattaforme per vedere se vuole monetizzare e in quale maniera il contenuto prodotto da suoi giornalisti" e pubblicato online. E questo, aggiunge Perrone, va ugualmente a vantaggio dell'informazione locale, che "ha un valore molto elevato, e quasi più elevato" che i grandi media anche per le piattaforme, ed è quindi "altrettanto importante monetizzarlo per i piccoli se non di più" che per i grandi.

 

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