Sabato 15 Dicembre 2018 | 07:46

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BRUXELLES - Nuove tecnologie e nuove norme Ue potrebbero portare nel 2030 a ridurre del 54% le morti dovute all'inquinamento atmosferico rispetto ai livelli del 2005 (oltre 200mila in meno rispetto a oggi), meglio dell'obiettivo previsto del pacchetto legislativo aria pulita, presentato nel 2013. E' quanto emerge dal primo rapporto 'Prospettive sull'aria pulita' pubblicato dalla Commissione europea, che però per quanto riguarda i Paesi sembra analizzare il recepimento delle norme Ue sulla carta e non l'effettivo conseguimento degli obiettivi di riduzione dello smog.

 

Nonostante una tendenza alla diminuzione dei livelli di tutti gli inquinanti nel periodo 2000-2015, si legge nel documento, fino al 20% della popolazione urbana europea è esposta a livelli superiori al valore limite giornaliero Ue per il particolato (Pm10). Per il particolato fine (Pm2,5), fino all'8% della popolazione urbana è esposta a concentrazioni superiori al valore limite Ue e oltre l'82% a quello, più severo, raccomandato dall'Oms. Per il biossido di azoto (No2) il valore limite annuale continua ad essere ampiamente superato in tutta Europa. Le emissioni di ammoniaca dall'agricoltura sono quelle su cui la legislazione europea sulla qualità dell'aria riesce a incidere meno.

 

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