La riflessione

Dopo Milano e Bologna cercasi un Golinelli anche per le scuole del Sud

Loredana Perla

Pizzigoni e Golinelli. Due nomi che ai più dicono poco o nulla. Mentre invece, in modi diversi, sono stati due grandissimi innovatori della scuola

Pizzigoni e Golinelli. Due nomi che ai più dicono poco o nulla. Mentre invece, in modi diversi, sono stati due grandissimi innovatori della scuola. «Rinnovata» si chiamava la scuola pensata da Giuseppina Pizzigoni, in un quartiere poverissimo della Milano del 1911, la Ghisolfa. Giuseppina era figlia di un traduttore delle opere di Zola e Claudel, noti romanzieri di ispirazione sociale. Anche grazie a queste letture nacque la sua sensibilità per i fragili e gli ultimi.

Donna di carattere ed estremamente creativa, Pizzigoni era persuasa che l’arte favorisse l’apprendimento dei bambini e, dunque, portò l’arte in classe in tutte le sue forme. «Mia vocazione era l’arte drammatica o l’arte didattica? Era l’arte, e la volontà vittoriosa di mia madre seppe incanalare verso la scuola la mia vocazione per l’arte, ed ecco che io volli l’arte nella scuola, e nella scuola mi sentii artista» (In Pizzigoni, Storia della mia esperienza). Particolare non insignificante: insieme all’amica Maria Levi aveva visitato in Alsazia e Svizzera le cosiddette «scuole del bosco», dove i bambini imparavano attraverso l’esperienza diretta e libera con la natura (vi ricorda qualcosa la scuola nel bosco? A me una triste vicenda in atto…). Pizzigoni, che di bambini se ne intendeva, attinse dal bosco e dall’esperienza dei bambini a contatto con piante e animali un’infinita varietà di materiale e innumerevoli stimoli per il metodo della sua «Rinnovata».

Per concretizzare un’idea così inedita, Pizzigoni ebbe il sostegno filantropico degli industriali. Innocenzo Vigliardi Paravia, Ercole Marelli, Marco De Marchi e Felice Bisleri, nomi celebri della tradizione aziendale italiana, credettero nel modello di scuola proposto da Pizzigoni. E lo finanziarono.

E un ruolo importante lo svolse anche la Cassa di risparmio delle province lombarde che, a partire dal 1911, e per più di vent’anni, versò alla «Rinnovata» la somma di 164.000 lire. Una media di 6000 lire circa per delibera che, per l’epoca, non erano poco.

Cambiamo secolo, cambiamo città. Da Milano ci spostiamo a Bologna.

E qui un altro industriale, Marino Golinelli, a capo di un’azienda farmaceutica e appassionato collezionista di arte, fonda nel 2015 la Scuola delle Idee, nell’Opificio Golinelli, sede originaria della sua industria, riconvertendo i suoi capannoni in laboratori e atelier artistici aperti ai bambini. Golinelli concepisce un modello didattico all’avanguardia ispirato a una visione olistica della cultura, in cui sperimentare linguaggi e metodi nuovi in un dialogo costante tra discipline umanistiche, scienze, tecnologie e arti.

L’esperimento funziona alla grande: l’Opificio diventa un punto di riferimento per tutte le scuole della città. Funziona a tal punto che nel 2022 Golinelli apre una scuola al proprio interno, destinandola alla fascia di studenti più alla ricerca di se stessi e di occasioni per far emergere il proprio talento nascosto: quella dei preadolescenti che frequentano le medie. Pizzigoni e Golinelli, insomma, hanno creduto nella forza dell’educazione, nel potere delle arti e in quello dell’industria per promuovere la scuola come bene comune.

Sarà un caso che il Ministro Valditara ha scelto Pizzigoni per ricordare una grande donna italiana nella giornata del «Voto alle donne». La democrazia italiana compie ottant’anni’? E sarà un caso che, sempre Valditara, ha promosso la grande riforma della filiera tecnologico-professionale (quattro anni di superiori + due di ITS Academy), puntando a ridurre il divario tra scuola e imprese?

Le iscrizioni al nuovo percorso 4+2 quest’anno sono raddoppiate, con un forte incremento proprio al Sud. No, queste scelte del Ministro Valditara non sono un caso. Sono i tasselli della sua rivoluzione del buon senso in atto al dicastero dell’Istruzione e del Merito. A dimostrazione del fatto che chi osa il cambiamento nella scuola, vince.

E, dunque, adesso che le condizioni ci sono, dopo Milano e dopo Bologna, cercasi un Golinelli al Sud.

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