La riflessione
Abbassare i toni farebbe bene alla politica e al confronto sereno
Il vero problema della politica italiana è il conservatorismo del centrosinistra e l'innovazione del centrodestra. Da questo nasce il disorientamento popolare pubblico
Il vero problema della politica italiana è il conservatorismo del centrosinistra e l'innovazione del centrodestra. Da questo nasce il disorientamento popolare pubblico, ma nasce anche, e questo è il negativo peggiore, lo strumentalismo opportunistico di quanti traggono vantaggio dalla confusa comprensione del corretto e dello scorretto, del giusto e dell'ingiusto. Ormai è facilissimo capire che la scorrettezza viene assai favorita da problemi irrisolti. Più c'è confusione e più l'ordine sociale risulta turbato, compromesso e insicuro. Senza puntuali e idonei correttivi il degrado prende il sopravvento e il danno pubblico e personale cresce ad angolo tondo.
Scatta in tutti e da tutti l'appello alla moderazione. Ma in tempi di confusione l’invito ad abbassare i toni, se non vuole essere anch'esso un male alternativo, deve risultare decisamente circostanziato per evitare che i buoni non capiscano e i perversi strumentalizzino. L’invito alla moderazione va perciò direzionato disfavorendo carriere e successi poveri o privi di veri ed esatti riscontri. Tutto può essere discusso, ma che l'Italia sia e debba sempre risultare una repubblica democratica nei fatti non deve mai apparire dubitabile. Democrazia non è attribuzione qualificativa da vocabolario, ma in ogni momento del vissuto istituzionale pubblico deve risultare anima e sostanza senza appannamenti e senza prevaricazioni e parzialismi.
Attualmente in Italia forse non basta l'invito alla semplice moderazione. Senza effettive calibrature di indirizzo i suggerimenti ad abbassare i toni possono aprire una pericolosa dialettica sociale che faccia individuare solo negli altri i difetti da moderare, allargando in tal modo la spaziatura bellicosa tra le forze in campo. In questo strano e contraddittorio contrapporti delle parti l'invito a moderarsi rischia di favorire l'individuazione soltanto negli altri dei difetti da moderare e correggere facilitando in via di fatto l'allargamento del disagio che comunque e per intero va ridotto. Ora ognuno attacca i toni degli altri e la tonificazione complessiva rischia di crescere annullando le buone intenzioni dei veramente buoni.
Un po’ tutti dovrebbero capire, ma forse meglio, un po’ tutti dovremmo capire che i toni devono essere davvero abbassati, pure anche la gioia ricettiva ex degli ascolti compiaciuti dovrebbe attenuarsi per diventare riflessione responsabile e auspicio unico di pacificazione comunitaria. Ma resti sempre chiaro e vero che il nostro è un Paese democratico e che quindi la libera determinazione popolare è e deve restare il valore e il metodo della nostra vita comune. Servitori del bene pubblico tutti i cittadini di ogni ordine e funzione. Nessuno che diventi padrone delle libertà personali! Ci sia, quindi, un confronto permanente e un riscontro valoriale senza eccezioni.