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Minneapolis, Alex Pretti e quei dieci colpi sparati con un cellullare

gino dato

Alex Pretti ha pagato con la sua vita, ma resterà nelle pagine di storia per la sua voglia di restare umano

Chi di drone ferisce, di cellulare perisce? Ironia della storia, vediamo come gli strumenti di un’era pan-tecnologica possano diventare subdolamente utili a innescare la rivolta. Un cellulare che tutto vede, imbracciato come se fosse una pistola o un coltello, si allea con il dispositivo della memoria per conservare, documentare, difenderti ma anche saper colpire, all’occorrenza, insomma per rivelare la verità. Su una esecuzione. Su quel cellulare di Alex Pretti e su quei 10 colpi e su chi li ha scaricati.

E poco alla volta, dalla periferia tranquilla, la storia si sta prendendo la sua vendetta restituendo la gente alle sofferenze personali, individuali, alle piccole tragedie del campanile e distogliendola dall’evenienza della guerra teatro totale per riportarla al crescendo di una feroce guerra civile. A quel punto i richiami alle scorrerie e al clima instaurato dalle milizie dell’ICE ci ricordano una storia non più recente.

Si pensa che gli uomini debbano soccombere alle grandi catastrofi, alle frontiere che si sbriciolano, allo sterminio dei campi di battaglia. Alle grandi carneficine che nel digitale dei droni programmano lo spettacolo della poltrona. E invece a dar fuoco alle polveri, come insegnano i manuali, basta lo scontento, una sommossa cittadina, uno scaramuccia tra milizie speciali e veri altruisti, come è accaduto nel Minnesota; oppure uno scontro tra giovani che vogliono crescere e progredire in una civiltà secolare, come non accade in Iran, dove si impone con la pena di morte la legge del dio di Stato.

Le grandi narrazioni arretrano al malessere che si fa rivolta per il freddo, il cibo che scarseggia, l’intimità che viene violata, il ripetuto saccheggio dei diritti elementari e di quelli che un tempo si chiamavano valori.

È iniziata in questa società sottosopra la bassa marea? L’onda di sangue si ritrae rovinando su tutto ciò che incontra sul suo cammino. Si è temuto che la civiltà fosse imbavagliata e sacrificata ai volenterosi potenti di turno. Che invece sembrano cercare una pausa di riflessione mentre il popolo torna ad urlare. La guerra civile basterà a indurre a più miti propositi?   Le rivolte di piazza fanno più paura delle congiure di corte o dei tradimenti della diplomazia. Il sobbollire di Gaza o di Teheran, di Caracas o Minneapolis, fanno più paura delle irrisolte questioni di frontiera perché invocano la riconquista dei diritti conculcati, quella libertà di espressione e di autodeterminazione che soccombono. 

Alex Pretti ha pagato con la sua vita, ma resterà nelle pagine di storia per la sua voglia di restare umano.

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