Venerdì 30 Settembre 2022 | 17:27

In Puglia e Basilicata

La dignità perduta

Ma lo Stato dov’è? Che fa?

Cerignola, padre e figlio trovati morti in campagna sotto un cumulo di rifiuti: uccisi a colpi d'arma da fuoco

Una terra allo sbando, la provincia della sanguinaria Quarta mafia, in cui per più di quasi due mesi è mancato il prefetto, dopo che l’ultimo è andato in pensione

04 Agosto 2022

Roberto Calpista

Estate di due anni fa, sulla strada del Gargano che da Manfredonia si arrampica verso Vieste, una delle più disastrate d'Italia, un tamponamento degenera in lite tra automobilisti. Un poliziotto napoletano, che sta andando in vacanza con la famiglia, si ferma e cerca di mettere pace. Gli strappano un orecchio a morsi.

È il benvenuto nella Gomorra di Puglia. Ogni giorno un fatto di cronaca da inorridire, alla faccia di chi tenta di vivere onestamente di agricoltura, commercio, turismo visto il mare che c'è. Solo nelle ultime due settimane è accaduto di tutto. «Vieni a prenderti a tuo fratello, l’ho appena accoltellato», dice nell'ultima videochiamata l’omicida 15enne, reo confesso, al fratello della vittima 17enne, colpita a morte nel Bronx di San Severo. A Cerignola trovano due cadaveri in un sacco, sono padre e figlio, uccisi pare per un debito di poche migliaia di euro, quanto vale qui la vita.

Cerignola, primo casello blindato nella storia delle Autostrade italiane, patria delle bande criminali che fanno scuola nel mondo per gli assalti a Tir e portavalori. Ieri l'ennesimo colpo fallito, sulla Statale 16. Mentre nelle stesse ore la Polizia arrestava quattro dipendenti di una Rsa a Manfredonia che, secondo le accuse, si sarebbero macchiati di crimini schifosi e disumani.

Una terra allo sbando, la provincia della sanguinaria Quarta mafia, in cui per più di quasi due mesi è mancato il prefetto, dopo che l’ultimo è andato in pensione. Dove lo Stato dovrebbe essere in ogni angolo, ci sono clamorosi «buchi», tra auto in fiamme, portoni cosparsi di benzina, ingressi delle aziende imbrattati con sangue di agnello, buste con proiettili. Il 12 luglio scorso i sicari anticipano la visita a Foggia del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: un ragazzo di 37 anni, piccoli precedenti, è crivellato di colpi di pistola in pieno giorno. La Lamorgese fa sapere di avere impegni internazionali e non si fa vedere. Ed è il nocciolo del problema. Non il ministro, ma la strategia per ridare dignità a quest’angolo di Puglia. Una strategia che forse non c’è.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725