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Il punto

La sconfortata solitudine della voce del Papa

La sconfortata solitudine della voce del Papa

Dunque, in presenza di simili fatti Draghi per il NYT era diventato il maggior pilastro della politica di Biden nell’UE. Ma il NYT sbaglia

03 Agosto 2022

Umberto Sulpasso

Far East. Far West. Cronache dalle galassie. NYT (il New York Times) non ha dubbi, la caduta di Draghi indebolisce il supporto UE. I fatti? Il flop di Johnson, amante delle feste senza maschera nella casa di 10 Downing St, casa data in uso al PM inglese non per celebrazioni anti Covid. Fatti? Gli strani «ja und nein» di Scholz per il quale i «ja» si trasformano in armi, ma per la Germania, vedi la decisione di investire 100 miliardi non per l’Ucraina ma per se stessi.

Fatti? Il perdurante nervosismo di Macron, ancora seccato per i sottomarini atomici all’Australia scippatigli dagli USA, 29 miliardi andati in fumo, ma soprattutto nervoso per la brutale irrilevanza dichiarata ai francesi nel nuovo teatro della guerra fredda, il Pacifico. Come diceva il grande Janacci «vengo anch’io». No tu no.

Dunque, in presenza di simili fatti Draghi per il NYT era diventato il maggior pilastro della politica di Biden nell’UE. Ma il NYT sbaglia. È ingiusto trasformare il più apprezzabile e apprezzato PM italiano dalla comunità internazionale in un semplice vassallo. E ancor più sbagliano quelli che lo pensano.

SuperMario ha certamente indiscusse fedeltà nordatlantiste, ma come dimenticare che ha tenuto a bada un centinaio di partiti (il termine partito ormai a livello politico italiano non si riferisce ad associazioni di più di un individuo). Poca roba? Biden non riesce a tanto con i suoi cinquanta senatori democratici.

Intanto alle bottiglie di champagne stappate a Mosca per la sua caduta, errore gravissimo, SuperMario è anzitutto uno statista e non bisogna mai celebrare quando merce rara viene accantonata, corrispondevano i commenti moderati cinesi.

Vedovi di «Giggino», convertito dal Far East al Far West, perché mentre era in viaggio in qualche paese di cui gli era stata appena data la carta geografica, «al’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: Giggino, Giggino, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Biden, che tu perseguiti!» E conversione di «Giggino» fu. (Libero adattamento da Wikipedia della conversione di Paolo Tarso).

Ma i nuovi coinquilini planetari USA per la caduta di Draghi, ancorchè vedovi di Giggino, non hanno celebrato per niente.

Classe e stile planetario. Riconosciamolo. Si sono limitati a chiedersi se l’Europa, sotto pressione per l’inflazione crescente, ne risulterà indebolita. E sul fronte internazionale che sia così non ci sono dubbi. Infatti, con un «Giggino» vedovo di se stesso, era assente da Ankara, dove l’Europa cercava una entente col Boss della Turchia, era assente dall’Algeria dove si incrementava la quota gas da quel paese. «Giggino» ma dove eri tu? Draghi domatore di belve partitiche italiane, era diventato SuperMario uber alles.

Fra l’altro questo accordo algerino di SuperMario ben giocava nella riduzione del 15% di uso di gas richiesto dall’UE, e al proposito il NYT dichiara che con questa richiesta la UE entra in una fase da economia di guerra. Guerra? Ma che guerra? Quella platonica dei talk show televisivi sempre più deserti di audience per la stanca ripetitività dei temi invano alimentati a rissa dagli esauriti conduttori o quella reale che si gioca nelle alte strategie siderali – satelliti, software, droni etc – che alcuni chiamano seconda guerra fredda planetaria? Ma intento non c’è dubbio che la imminente competizione elettorale avrà un convitato di pietra, la guerra fredda Far East, Far West che si gioca nel Pacifico ma le cui onde arrivano anche a noi.

Difficile che quel tipo di freddo, raffreddi l’atmosfera estiva, facile che accentui i calori elettorali.

Intanto da Francesco continua ad arrivare l’unica vera voce di sconfortata solitudine planetaria. Parola d’un laico. Unica voce promotrice di quella pace che allo stato nessuno vuole. Ma un Papa così, siamo sicuri che ce lo siamo meritati?

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