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Caro-cassonetto, Palermo la più vessata, meglio Bari

Oasi del rifiuto «meno caro» invece è Campobasso, dove dal '98 al 2003 la Tarsu è addirittura diminuita del 25,8 per cento arrivando a quota 54,02 euro pro capite, ovvero la tassa sui rifiuti più bassa tra i capoluoghi di regione
VENEZIA - E' Palermo la più vessata dalle tasse sui rifiuti, svettando nella classifica degli esborsi pro-capite (201,76 euro annui), secondo un'indagine svolta dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre su dati Certificati di Bilancio e Ministero dell'Interno. Subito dietro ai palermitani, nell'esborso pro capite annuo, ci sono i fiorentini (192,88 euro) e i milanesi (180,72 euro).
Una graduatoria che racconta con precisione il prezioso peso dei cassonetti da nord a sud. Si tratta, poi, di un'indagine che oltre ad evidenziare gli ultimi dati disponibili relativi al 2003 - eccetto per Venezia, il cui riscontro si riferisce al '98 e per Roma ferma al 2002 - compone uno scenario altrettanto interessante nel registrare le variazioni percentuali della Tarsu dal '98 al 2003.
E, ancora una volta, in cima alla graduatoria si trova senza rivali Palermo. Nell'arco dei cinque anni considerati dalla Cgia di Mestre, il capoluogo siculo ha visto crescere la tassa addirittura del 162,6%. Il comune capoluogo al secondo posto in classifica è Cagliari, per il quale l'aumento è di «'appena» il 68,7%; del 63,4% è l'aumento ad Aosta e del 46,0% a Firenze. Oasi del rifiuto «meno caro» invece è Campobasso, dove dal '98 al 2003 la Tarsu è addirittura diminuita del 25,8 per cento arrivando a quota 54,02 euro pro capite, ovvero la tassa sui rifiuti più bassa tra i capoluoghi di regione.
Non va male neppure a Catanzaro, nè a Bari: per il capoluogo calabrese l'incremento registrato dagli esperti della Cgia di Mestre è del 5,2%, mentre per i pugliesi non arriva nemmeno all'1%. Altro dato significativo in tal senso è quello di Perugia (+5,9%) e di Milano (14,5%).

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