Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 19:00

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Una «forza lavoro debole in istruzione»

Su un esercito di oltre 24 milioni di persone in età lavorativa (costituito da occupati più disoccupati), quasi la metà (il 45,2%) ha appena la licenza media inferiore o di scuola elementare, mentre solo il 12,5% ha la laurea. Record negativo della Puglia, la più «ignorante». Dati della Cgia di Mestre
MESTRE (VENEZIA) - Una «forza lavoro debole in istruzione». Potrebbe essere questo il titolo della più recente indagine dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre sulla composizione della forza lavoro italiana per titolo di studio. Perchè su un esercito di 24 milioni 128mila persone in età lavorativa (costituito da occupati più disoccupati), quasi la metà (il 45,2%) ha appena la licenza media inferiore o di scuola elementare, mentre solo il 12,5% ha la laurea. Resta poi una parte della forza lavoro, il 34,9%, che ha ottenuto la maturità, mentre il 7,4% ha un diploma bi o triennale conseguito in un istituto professionale.
E' questa la prima istantanea che gli esperti dell'associazione artigiani mestrina hanno scattato proprio ora che sta per cominciare il nuovo anno scolastico. E per la Cgia questo dato stride con gli obbiettivi che quotidianamente vengono «sbandierati» da alcune parti politiche ma soprattutto da Confindustria e dai sindacati. Ovvero quello di orientare lo sviluppo del paese sulla ricerca e l'innovazione tecnologica.

«Sia chiaro - esordisce Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - di ricerca e di innovazione in Italia ne facciamo troppo poca e quindi bisogna assolutamente accelerare su questi versanti. Ma non dobbiamo nemmeno scordare, come emerge da questa nostra elaborazione, la platea dei lavoratori italiani presenta dei livelli di scolarità preoccupanti e, quindi, difficilmente conciliabili con gli obbiettivi che vogliamo raggiungere. Insomma, bisogna pensare ad una vera e propria campagna di scolarizzazione del Paese - conclude Bortolussi - che deve diventare una priorità assoluta per affrontare con successo le sfide future e migliorare il livello di istruzione dei lavoratori».

RECORD NEGATIVO DELLA PUGLIA
A livello regionale è la Puglia a detenere il record di persone con un livello d'istruzione basso rispetto al totale della forza lavoro. Le persone con la licenza media inferiore o elementare supera addirittura la metà, esattamente arriva al 51,8%.
Subito dopo si posiziona la Sardegna, dove il 51,4% della forza lavoro ha un titolo di studio basso. Anche in Sicilia la percentuale supera la metà (50,3%), mentre scende sotto la soglia del 50% la Valle d'Aosta (49,1%), seguita dalla Campania (49%), dalla Calabria (48,9%) e dalla Basilicata (48,2%).
In tutte le regioni del sud i valori percentuali superano la media nazionale, mentre la regione del nord che occupa il livello più alto nella classifica è il Piemonte con il 46,5%, seguito dal Trentino Alto Adige (46,2%). Anche il Molise si posiziona leggermente sopra la media nazionale con il 46% della forza lavoro che ha solo la licenza media inferiore o elementare. Seguono Toscana e Veneto, entrambe con il 45,8%.
Al di sotto del dato nazionale si collocano Marche (43,8%), Lombardia (43,7%), Liguria (43,1%) ed Emilia Romagna (42,8%). In Abruzzo il 40,6% della forza lavoro ha un livello d'istruzione basso, mentre nel Friuli Venezia Giulia si scende sotto il 40%, arrivando esattamente al 39,1%. Gli ultimi posti vanno all'Umbria (38,2%) e al Lazio (37,4%), regioni in cui il livello di istruzione, di conseguenza, è il più alto d'Italia.

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