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Varata la riforma della Banca d'Italia

Entrerà in vigore dopo le dimissioni dell'attuale governatore, Fazio, che può rimanere in carica, «salvato» dall'appoggio del ministro del Welfare, Maroni (Lega Nord). Per i suoi successori mandato di 7 anni non rinnovabile. La maggioranza della proprietà sarà dello Stato
ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma della Banca d'Italialo ha detto il premier Silvio Berlusconi. La riforma si articola in 5 punti: indipendenza della Banca; ridefinizione della proprietà; rispetto dei principi Ue di collegialità e trasparenza; mandato a termine di 7 anni non rinnovabile.
«La maggioranza delle quote di partecipazione al capitale di Bankitalia è detenuta dallo Stato; la restante parte delle quote può essere detenuta esclusivamente da altri enti pubblici». È quanto si legge nel testo presentato da Siniscalco e votato dal Cdm all'unanimità.

Secondo il testo approvato, la Banca d'Italia dovrà riferire a Parlamento e Governo sul proprio operato ogni sei mesi. La vigilanza sulle banche resta a Bankitalia che «opera nel rispetto del principio di trasparenza, naturale complemento dell'indipendenza dell'autorità di vigilanza».

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presentando la riforma alla stampa, si è augurato che l'emendamento approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri possa ottenere «il massimo consenso» anche dell'opposizione.

Il governo «ha fatto miracoli» attuando i cinque punti del suo programma e facendo «tante altre cose» ha detto Berlusconi, aggiungendo di farsi «un vanto» delle realizzazioni dell'esecutivo e di aver invitato tutti i ministri ad essere «orgogliosi» delle cose fatte, anche «tenendo insieme» una coalizione dove ci sono forze politiche con sensibilità diverse. «Ho passato in rassegna in questi giorni tutti gli atti del governo - ha aggiunto il premier - non ne ho visto uno che possa considerare un errore, non c'é una cosa che non rifarei».

LA RIFORMA DAL PROSSIMO GOVERNATORE
Berlusconi ha precisato che la riforma di Bankitalia entrerà i vigore a partire dal prossimo governatore. «Si tratta di un corpo di regole innovative di grande rilevanza che consentirà di riprendere credibilità e di adeguare il modo di operare della Banca d'Italia che è una delle migliori istituzioni del Paese». «Il governo - ha aggiunto Berlusconi - ha fatto quello che doveva fare».

MARONI: NON VEDO RAGIONI PER DIMISSIONI FAZIO
«Fazio farà quello che vuole, ma non credo debba dimettersi» ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per il quale «il comportamento di Bankitalia è stato corretto». «È stata saggia - ha detto il ministro - la decisione di non mettere un limite d'età per il mandato del governatore. È stato evitato un provvedimento punitivo verso Fazio che è stato oggetto di una vera e propria manovra persecutoria senza precedenti». «Se il governatore deciderà di farsi da parte - ha aggiunto Maroni - sarà una sua decisione, ma non ne vedo le ragioni».

SINISCALCO: LA RIFORMA È IN LINEA CON GLI STATUTI BCE
La riforma della Banca d'Italia appena varata dal Cdm «è perfettamente in linea con gli statuti della Bce» ha detto il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. «Su questa riforma - ha aggiunto - abbiamo frequentemente parlato con la Bce e ora la sottoporremo per il parere formale ma è perfettamente in linea con gli Statuti della Bce».

ALMUNIA: BANKITALIA PROBLEMA PER CREDIBILITÀ PAESE
La vicenda di Banca Italia rappresenta un problema per la credibilità del Paese e verrà tenuta costantemente sotto controllo da parte delle istituzioni europee come la commissione e la Banca Centrale Europea. A sostenerlo, a margine del Forum Ambrosetti, è il commissario europeo agli Affari economici Joachin Almunia. «Non è una mia opinione - ha osservato riferendosi alla questione della Banca d'Italia -, già qualche leader italiano ha espresso timore per la credibilità del Paese. Stiamo monitorando molto da vicino quanto sta succedendo, stiamo seguendo gli sviluppi. Noi e la Banca Centrale Europea - ha aggiunto Almunia - abbiamo la responsabilità di essere i guardiani del Trattato».

CALDEROLI: RIVOLUZIONARIO PASSAGGIO PROPRIETÀ
«È un aspetto rivoluzionario»: è il commento del ministro Roberto Calderoli sul nuovo assetto azionario previsto dalla riforma per la Banca d'Italia che porterà l'istituto centrale a diventare «una banca di proprietà dello Stato e non più come accade oggi una banca pubblica in mano ai privati». Il ministro per le Riforme ha anche annunciato che la riforma del risparmio sarà contenuto in un emendamento al ddl sul risparmio.

BERLUSCONI: VENERDI' DDL O DL INTERCETTAZIONI
«Venerdì penso che daremo alla luce il provvedimento» sulle intercettazioni ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi in cui ha precisato che è ancora da decidere se si tratterà di un «disegno di legge o di un decreto legge».

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