Giovedì 17 Gennaio 2019 | 03:13

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Caro-benzina: in autostrada 1,3 euro

Il carburante ha sfondato sulle strade italiane la soglia psicologia delle 2.500 lire del vecchio conio. Il pieno di un auto di medio-alta cilindrata vola a 65 euro, circa 8 euro in più di un anno fa • Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera: «Le compagnie petrolifere possono farci poco»
ROMA - La benzina ha sfondato sulle strade italiane la soglia psicologia delle 2.500 lire del vecchio conio segnando il record di 1,292 euro al litro nei distributori della Q8. Ma il carburante, in autostrada, ha già segnato un nuovo primato, infrangendo quota 1,3 euro per litro. In virtù dei differenziali previsti per gli impianti autostradali, fino a 8 centesimi di euro in più, sulle grandi arterie, così come in alcune tangenziali, un pieno di un auto di medio-alta cilindrata - proprio nel momento clou dell'estate con milioni di automobilisti in viaggio tra esodo e controesodo - vola così a 65 euro. Vale a dire circa 8 euro in più di quanto era necessario spendere solo un anno fa, a cavallo del Ferragosto 2004.

Ma il caso delle autostrade non è l'unico in cui sono previste maggiorazioni di prezzo: dai distributori notturni assistiti dal gestore agli impianti localizzati in zone dove i rifornimenti sono disagiati, da alcune province alle isole minori o ad alcune località montane è infatti già possibile trovare un prezzo della senza piombo ben sopra la soglia psicologica di 1,3 euro al litro.
I differenziali variano infatti, da situazione a situazione, da un minimo di 0,003 euro in più del prezzo medio di vendita consigliato dai gestori alle compagnie a un massimo che può arrivare a 0,015 euro al litro negli impianti di alcuni marchi situati nelle isole minori, come Ischia.
In una stazione di servizi notturna con il gestore presente, un litro di verde può, ad esempio, costare già oggi 1,301 euro mentre a Forio d'Ischia lo stesso litro, anche di giorno, arriva a 1,306 euro.
Con punte in Regioni quali la Campania ed il Molise dove sono in vigori differenziali decisi dagli Enti locali in seguito al taglio dei trasferimenti nazionali per la sanità: un incremento dell'accisa che ha portato prezzi al consumo ad essere più alti di 0,030 euro rispetto a quelli consigliati dalle compagnie ai propri gestori nel resto d'Italia. Con il risultato che un litro di verde può così arrivare oggi a 1,322 euro.

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