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Italiani sfiduciati, ma comprano

Dati economici discordanti da due dei maggiori istituti di statistica: per l'Isae a luglio si è toccato il minimo della fiducia dei consumatori, ma l'Istat rilancia con un record, +0,7% negli acquisti. Numeri in chiaroscuro: siamo ancora in recessione o ne stiamo uscendo?
ISAE, A LUGLIO CALA FIDUCIA CONSUMATORI AI MINIMI DA UN ANNO
Cala a luglio la fiducia dei consumatori italiani. L'indice destagionalizzato - sottolinea l'Isae sulla base della consueta indagine mensile - si attesta a 100,9 da 102,9 di giugno segnando il livello più basso da giugno 2004.
Il calo del valore dell'indice - spiega l'Isae - è dovuto quasi esclusivamente a valutazioni sfavorevoli sulle possibilità future di risparmio e sull'attuale convenienza ad acquistare beni durevoli. Si arresta la caduta del sottoindice relativo al quadro economico generale del Paese, ma scende leggermente quello concernente la situazione personale degli intervistati.
In Europa, a giugno la fiducia dei consumatori rimane stabile, con segnali moderatamente sfavorevoli provenienti dalla Germania e un sensibile recupero di fiducia in Francia. Negli Stati Uniti arrivano dati favorevoli per il mese di giugno. Secondo le indagini dell'Università del Michigan, l'indice dovrebbe continuare a crescere anche in luglio, grazie soprattutto a migliori attese sull' economia in generale.

ISTAT, A MAGGIO +0,7% SU VENDITE AL DETTAGLIO
Le vendite al dettaglio a maggio sono aumentate dello 0,7% rispetto ad aprile 2005 e dello 0,9% rispetto a maggio 2004. Lo rileva l'Istat precisando che l'incremento mensile così alto non si registrava da giugno 2004.
«Gli italiani tornano a consumare», spiegano i funzionari dell'Istat. Nel periodo gennaio-maggio 2005, il totale delle vendite ha registrato un calo dello 0,6%. Le vendite della grande distribuzione sono aumentate dello 0,6%, mentre quelle delle piccole imprese hanno subito una flessione dell'1,4%; le vendite dei prodotti alimentari sono diminuite dello 0,1% e quelle dei prodotti non alimentari dello 0,9%. L'Istat ricorda che l'indicatore si riferisce al valore corrente delle vendite e incorpora quindi la dinamica sia delle quantità che dei prezzi.
A maggio 2005 si sono registrati aumenti delle vendite al dettaglio rispetto a un anno prima nelle piccole imprese (+0,6%), nelle medie imprese (+1,4%), e nelle grandi imprese (+1%).
Per quanto riguarda le vendite di prodotti non alimentari, maggio 2005 gli incrementi più forti, sempre su base tendenziale si registrano nel settore delle calzature, articoli in cuoio e viaggio (+3,3%), foto ottica e pellicole (+1,9%).
A maggio il valore totale delle vendite al dettaglio è stato più consistente al centro (+2,2%) e al nord-est (+1,8%).
Le vendite di prodotti alimentari hanno registrato l'incremento più marcato al centro (+1,2%), mentre quelle di prodotti non alimentari sono aumentati di più al centro e al nord-est, rispettivamente +2,7% e +2,4%.

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