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«In Puglia è recessione, in Basilicata stagnazione»

Il sistema produttivo italiano «è evidentemente in grave crisi, che si aggrava al Mezzogiorno le cui imprese hanno evidenziato nel 2004 un ulteriore peggioramento con l'occupazione che continua a calare soprattutto in Puglia e Calabria». E' il quadro che emerge dall'indagine strutturale su Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia realizzata dall'Osservatorio regionale Banche-Imprese di Economia e Finanza, presentata in un convegno a Bari
BARI - Il sistema produttivo italiano «è evidentemente in grave crisi, che si aggrava al Mezzogiorno le cui imprese hanno evidenziato nel 2004 un ulteriore peggioramento con l'occupazione che continua a calare soprattutto in Puglia e Calabria». E' il quadro che emerge dall'indagine strutturale su Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia realizzata dall'Osservatorio regionale Banche-Imprese di Economia e Finanza, presentata oggi in un convegno a Bari.
Tra le più grandi difficoltà che ostacolano la ripresa dell'industria meridionale, il presidente dell'Osservatorio monitoraggio attività industriali del Ministero delle Attività produttive, Paolo Ruta, intervenuto all'incontro, ha evidenziato quella legata al fattore dimensionale. «La piccola impresa - ha detto - è incapace di concorrere in maniera efficace in un mercato sempre più globalizzato».
Le aziende, infatti, con meno di 50 dipendenti - secondo la ricerca Banche-Imprese - mostrano tutte 'sofferenzà, a differenza di quelle che hanno tra i 200 e i 1.000 addetti (assai rare d'altronde nel panorama meridionale). Alle piccole dimensioni è, inoltre, connessa la mancanza di managerialità: rispetto al Nord, dove il rapporto quadro-occupato è di uno su 70, al Sud si trova un manager ogni 350 occupati.
«E' evidente - secondo Ruta - che in questa situazione bisogna prendere iniziative molto importanti; fra queste, la prima è quella di consentire l'aggregazione delle imprese. Bisogna consolidare i rapporti fra le imprese in modo tale che diventino una massa critica molto più rilevante». «In questa direzione - ha concluso - il governo cercherà di fare tutto quello che è possibile per dare spazio ad iniziative di consolidamento delle strutture produttive del Paese».

DATI INDAGINE BASILICATA, CALABRIA, PUGLIA, SICILIA
La tendenza alla recessione caratterizza l'andamento nel 2004 dei sistemi industriali di Calabria, Puglia e Sicilia, mentre la Basilicata osserva un periodo di stagnazione. E' uno dei risultati principali dell'indagine strutturale realizzata dall'Osservatorio regionale Banche-Imprese di Economia e Finanza, presentata oggi a Bari dal presidente dello stesso osservatorio, Michele Matarrese.
L'occupazione - è emerso dalla ricerca - continua a calare soprattutto in Puglia e Calabria. In crescita è, invece, la quota di fatturato sulle esportazioni, «da non enfatizzare, tuttavia, in quanto da imputare alle medio-grandi imprese dei settori di base, piuttosto che all'industria manifatturiera endogena, che invece continua a soffrire».
Proprio l'andamento del manifatturiero - più sfavorevole per la Puglia e la Calabria, mentre in Basilicata e Sicilia il settore risulta più orientato alla stabilità - evidenzia la crisi dei comparti dell'abbigliamento e delle calzature, che continuano a registrare «elevate difficoltà a seguito della concorrenza di costo ed ormai anche di qualità dei nuovi paesi produttori».
Il comparto del legno - prosegue l'indagine - continua ad evidenziare alcune difficoltà, così come quello delle attività estrattive; in calo anche il comparto del mobile imbottito, particolarmente in Puglia, sempre più aggredito dalla concorrenza dei paesi dell'estremo oriente, Cina su tutti.
Nel 2004 il settore metalmeccanico ha confermato 'buone performancè per la Puglia, mentre è in fase calante nelle altre tre regioni meridionali. Tuttavia - secondo i dati dell'Osservatorio Banche-Imprese - la crisi del settore auto incombe su tale comparto. Migliora, invece, l'andamento delle variabili congiunturali per il settore delle costruzioni in tutte le regioni eccetto per la Calabria, per la quale tale settore rimane caratterizzato da andamenti negativi.
Risultano buone le performance del terziario avanzato nelle quattro regioni prese in considerazione dall'indagine, anche se la variazione positiva del portafoglio ordini sembra essere dovuta alla sola componente interna, in particolare in Calabria e in Puglia. L'industria del turismo mostra delle difficoltà in Calabria e Sicilia, dove le variabili risultano negative. Migliora invece la situazione della Basilicata e della Puglia, che ritorna in terreno positivo dopo un triennio di flessione.
Un ulteriore aspetto esaminato dalla ricerca è, infine, quello dell'occupazione, in calo nel settore manifatturiero in tutte e quattro le regioni, ad accezione della Sicilia, dove, ma solo per questo settore, i valori sono positivi; è la componente fissa a risentirne in maniera particolare, mentre gli occupati atipici risultano in aumento soprattutto nel terziario avanzato.

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