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Consumi: la famiglia è «a rate»

Sono quattro milioni e mezzo le famiglie che lo scorso anno hanno avviato un pagamento con credito al consumo, facendo registrare un aumento pari al 15% dei finanziamenti rateali nel 2004
ROMA - Le famiglie italiane comprano sempre più a rate. Sono quattro milioni e mezzo le famiglie che lo scorso anno hanno avviato un pagamento con credito al consumo, facendo registrare un aumento pari al 15% dei finanziamenti rateali nel 2004. Si tratta per lo più di microcrediti.
Sono alcuni dei dati emersi stamani in occasione della tavola rotonda «Informazioni creditizie, credito al consumo e tutela del consumatore» organizzata da Assoutenti in collaborazione con Consumer's Forum. Sono in aumento - è stato spiegato - anche gli italiani che accumulano ritardi nei pagamenti: mezzo milione solo nel 2004, di cui molti che rimandano solamente il pagamento, mentre altri che non arriveranno a ripagarli mai. A pochi mesi dall'applicazione del nuovo Codice deontologico, che detta regole più garantiste sulla gestione dei dati finanziari e sulla loro riservatezza, Assoutenti ha presentato così due iniziative per tutelare maggiormente il consumatore che intende destreggiarsi tra prestiti, mutui, dilazioni di pagamento, leasing e carte di credito.

Un Call Centre (06/6868472) sarà attivo a partire da settembre per rispondere al disorientamento dei consumatori di fronte alle nuove regole dettate dal Codice del Garante per la Privacy ed un vademecum per meglio orientarsi è consultabile on line sul sito www.assoutenti.it.

«Al Garante - spiega Giovanni Buttarelli, segretario generale del Garante per la Protezione dei dati personali - arrivano una media di 20 ricorsi a settimana di cittadini che chiedono che i loro nomi vengano cancellati dalle banche dati per via di adempimenti o contenziosi con le banche. Il codice dovrebbe servire alle banche proprio come base giuridica quando devono effettuare una valutazione del credito».
«Chiediamo una nuova direttiva europea sui finanziamenti europei, anche perchè il credito al consumo rappresenta ormai il 4% del Pil nazionale», incalza il presidente di Assoutenti Mario Finzi. «A preoccuparci è proprio l'effettiva applicazione del codice, anche alla luce delle segnalazioni e dei ricorsi presentati da alcuni consumatori che testimoniano il perdurare di alcune pratiche elusive. E' impensabile che il diritto di recesso non possa essere esercitato per il semplice fatto che il pagamento è avvenuto sotto forma di credito al consumo. Il contenzioso tra chi eroga e chi prende credito nel primo semestre 2005 si è ridotto di qualche punto percentuale rispetto al primo semestre del 2004, ma da fare c'è ancora molto».

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