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Bari - Industria meccanica: da ricominciare

Molti punti di debolezza in un settore fermo, più qualità e mercato internazionale per salvarsi. I risultati dal progetto «La fabbrica del futuro» di Assindustria Bari
BARI - Il sistema meccanico barese presenta punti deboli e di forza e deve qualificarsi ed aprirsi al mercato per essere competitivo. E' la conclusione della mappa sul settore e delineato le prospettive di sviluppo illustrata oggi dal gruppo di lavoro, formato da imprenditori locali, nell'ambito del progetto "La Fabbrica del Futuro".
Il settore conta circa 25mila addetti e si sviluppa su un tessuto diversificato di grandi e piccole imprese esterne e locali per la forte proiezione internazionale ed il livello tecnologico di molti dei prodotti e le prospettive di crescita che presenta, è stato definito in termini generali a "media tecnologia" in una collocazione intermedia fra una meccanica tecnologicamente avanzata (Germania) ed una più povera ma a minor costo (Est Europa). E' una collocazione ambivalente, alla quale possono aprirsi e chiudersi spazi competitivi.
Le imprese meccaniche baresi, infatti, sono poco presenti nei paesi dell'Europa Centro-orientale, un'area relativamente prossima ed a fortissima crescita, specie nella domanda di beni strumentali. Altri punti di debolezza sono il livello tecnologico più modesto rispetto ai sistemi più avanzati, la bassa dimensione media aziendale, la dimensione relativamente modesta delle attività di ricerca, la dipendenza di molti impianti da strategie multinazionali esterne, la collocazione periferica rispetto all'Europa Centrale ed ai mercati asiatici, i costi di produzione decisamente più alti rispetto ai concorrenti orientali, europei ed extraeuropei.
Il sistema, inoltre, può contare anche su alcuni indubbi punti di forza, come la sua densità, la fitta rete di collaborazione e subfornitura, i minori costi di produzione rispetto alla Germania (19 contro 30 euro/ora), una radicata cultura industriale e la presenza di nicchie di rilevante specializzazione.

«C'è un tessuto d'imprese solide e specializzate, - detto Gianfranco Viesti, Coordinatore scientifico del Piano Strategico della Sezione Meccanica de "La Fabbrica del Futuro" - un contesto ampio e diversificato che rappresenta un elemento decisivo per la crescita ed ha bisogno d'interventi collettivi ed associativi più intensi perché ha scarsissimo peso politico».
E' necessario, a questo punto il rilancio del settore. Ma cosa si può fare per accrescere la competitività? In primo luogo sviluppare la qualità delle imprese con un programma estremamente mirato di diffusione di cultura manageriale meccanica. In secondo luogo la competitività delle imprese è legata alla capacità di specializzazione e realizzazione di prodotti a crescente tecnologia incorporata.
Può essere immaginato, inoltre, un programma di lungo periodo, organizzato attraverso la creazione di un consorzio, la certificazione delle imprese partecipanti e la costruzione di un'offerta diversificata nel campo dell'impiantistica, macchinari e componentistica con la collaborazione delle grandi imprese esterne presenti sul territorio e già radicate in quell'area.
Per questo è indispensabile rafforzare in ogni modo le attività di collaborazione con il sistema della ricerca locale in un'ottica di lungo periodo.
Il gruppo di lavoro, a tal proposito, ha presentato sei proposte operative che intendono impostare strategie di rilancio dei settori maturi attraverso consorzi d'acquisto supportati da e-market place e l'aumento di produttività mediante la condivisione di risorse; internazionalizzazione delle imprese; sviluppo di un polo finanziario innovativo; sviluppo dell'innovazione e di nuove forme d'impresa ad alta tecnologia e diffusione della conoscenza; potenziamento del sistema formativo.

«Abbiamo elaborato delle proposte operative di vario tipo. - ha spiegato Tina Luciano, imprenditrice - Sono progetti inquadrati in un obiettivo strategico, che è considerare l'area metropolitana barese come il luogo della conoscenza, qualità e delle imprese innovative, ed hanno individuato azioni da attuare in un'ottica d'integrazione del settore con il territorio ed i vari attori istituzionali. Ci sono progetti già in corso a livello di dettaglio elevato, come il festival dell'innovazione che ha l'obiettivo di attirare, convogliare e polarizzare l'attenzione sull'innovazione come leva di sviluppo economico, ma anche a temi di consolidamento sul territorio attraverso la costruzione di una rete policentrica tra aziende ed enti preposti alla ricerca. Fondamentalmente sono sei punti che hanno un livello di dettaglio molto elevato e già dei progetti operativi. Stiamo puntando sulla qualità dei progetti. - ha aggiunto - Quello che abbiamo definito è un obiettivo decennale e molto impegnativo, con azioni strategiche ben definite che riteniamo possa assorbire diverse energie e coinvolgere enti ed istituzioni».

Pierluigi De Santis

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