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Calzaturieri a Bruxelles, «Fermate la Cina»

Sono arrivati in Belgio da tutta l'Europa, con striscioni e cartelli per manifestare contro l'invasione delle scarpe made in Pechino. Gli imprenditori sono giunti nella capitale con due aerei speciali dai principali distretti - Marche, Puglia, Emilia-Romagna, Toscana. Con loro il vicepremier, Giulio Tremonti. Rossano Soldini, che è alla guida dell'Associazione dei calzaturieri italiani (Anci): A rischio 550 mila posti di lavoro diretti
BRUXELLES - «China is a no-market economy». Per un giorno i calzaturieri europei hanno preso striscioni e cartelli per manifestare contro l'invasione delle scarpe made in Pechino, sostenuti nella battaglia dal vicepremier, Giulio Tremonti, venuto appositamente a Bruxelles.
L'aplomb di giacca e cravatta di molti degli industriali non ha impedito toni a tratti anche accesi. «Non c'è più tempo da perdere, stiamo rischiando qualcosa come 550 mila posti di lavoro diretti, ma la cifra aumenta fino a 900 mila, considerando l'indotto», ha detto Rossano Soldini, che è alla guida dell'Associazione dei calzaturieri italiani (Anci).
Il passo di Bruxelles non si è dimostrato, tuttavia, almeno per ora, quello richiesto dagli imprenditori.
Proprio mentre era in corso la manifestazione, il commissario Ue al Commercio Peter Mandelson ha raccomandato all'esecutivo europeo, nella sua riunione settimanale, di avviare le indagini su quelle misure anti-dumping richieste ormai da tempo e con molta forza dagli imprenditori.
Il sofferto via libera dell'ex ministro dell'Industria britannico dovrebbe scattare alla fine del mese, limitatamente al settore delle calzature di sicurezza, cioè alle scarpe professionali per il lavoro.
Secondo la norma comunitaria, Bruxelles ha nove mesi di tempo per chiudere la fase delle indagini. Fonti della Commissione assicurano che il procedimento potrebbe chiudersi molto prima.
Tuttavia, la soluzione escogitata da Mandelson non ha soddisfatto i circa duecento calzaturieri italiani arrivati a Bruxelles per manifestare. «L'incontro con Mandelson è andato male», ha detto molto chiaramente Soldini. Da Roma anche il ministro delegato al Commercio estero Adolfo Urso ha sottolineato che i nove mesi necessari per chiudere le indagini sono «inaccettabili».
- LA VOCE DEI DISTRETTI A BRUXELLES. La delegazione italiana è stata decisamente la più numerosa. Gli imprenditori sono giunti nella capitale europea con due aerei speciali dai principali distretti - Marche, Puglia, Emilia-Romagna, Toscana - per sfilare davanti al palazzo del Berlaymont, sede della Commissione europea.
Tra loro anche il sottosegretario alle Attività produttive Roberto Cota, Gabriella Carlucci, eletta deputato in Puglia, e tanti nomi noti e meno noti dell'imprenditoria del settore, da Vito Artioli dell'omonimo marchio ad Andrea Brotini della Pakerson.
«Mio padre - ha spiegato, bandiera italiana in mano, Orietta Mancini, giovane imprenditrice di Sant'Elpidio a Mare in provincia di Ascoli Piceno - alla fine di luglio sarà costretto a chiudere la nostra fabbrica di scarpe da donna. In pochi anni abbiamo perso circa il 70% del fatturato». «Non chiediamo dazi, ma reciprocità e un marchio di origine», ha osservato Andrea Brotini che, con altri colleghi toscani, reggeva uno striscione con scritto «No ad importazioni illimitate dagli altri Paesi».
Breve ma colorito l'incontro di Tremonti con alcuni dei manifestanti durante la rumorosa protesta di fronte alla sede dell'esecutivo presieduto da Josè Manuel Durao Barroso.
«Vada a dirlo a Prodi, a Fassino, agli amici della Cina...», ha riposto il vicepremier dopo che uno dei calzaturieri gli ha urlato: «In Italia si stanno chiudendo le fabbriche, lo dica a Prodi...». Una delegazione di calzaturieri italiani ha incontrato anche il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, impegnato per presentare misure anti-contraffazione.
- IMPRENDITORI PERFINO DALLA TURCHIA. Con gli italiani hanno protestato anche un gran numero di spagnoli, in particolare di Valencia e Barcellona, i due distretti più forti. E' spagnolo il presidente della Confederazione europea del settore, Rafael Calvo, il quale in piena sintonia con Soldini ha ribadito che l'incontro con Mandelson non ha soddisfatto le sue aspettative. Ma delegazioni sono arrivate anche da Polonia, Spagna, Grecia, Portogallo, Francia e Turchia. «Anche le imprese calzaturiere e dell'indotto dei Paesi del bacino del Mediterraneo - ha osservato Artioli, vicepresidente dell'Associazione europea calzaturieri - hanno gravi problemi se non si prendono in fretta misure adeguate».

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