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Cina - La fabbrica si fa bella per trattenere gli operai

Il modello cinese della fabbrica fatiscente e senza nessuna tutela per la salute del lavoratore sembra essere destinato a sparire rapidamente. Almeno a giudicare quello che sta avvenendo nelle vicinanze di Hong Kong
SHANGAI - Nella Cina del Sud gli imprenditori cercano di sopperire al rapido turnover e all'infedeltà degli operai con salari più alti e fabbriche più belle. Il modello cinese della fabbrica fatiscente e senza nessuna tutela per la salute del lavoratore sembra essere destinato a sparire rapidamente. Almeno a giudicare quello che sta avvenendo in questi primi mesi del 2005 nella grande regione del delta del fiume di Perla, quella che ruota intorno a Hong Kong, Macao e soprattutto alla provincia del Guangdong, dove, dopo la caduta delle quote di importazione europee del tessile, la fortissima domanda ha trovato addirittura il sistema produttivo impreparato e si è creato un primo deficit di forza lavoro di 2 milioni di operai.

Gli operai oggi sono corteggiati dalle fabbriche e gli imprenditori fanno di tutto per trattenerli ed evitare che per poche centinaia di yuan possano abbandonare il posto di lavoro a vantaggio di un concorrente. In molte fabbriche tessili della città di Shun De ad esempio, che si sta rivelando un vero e proprio laboratorio di innovazione della qualità della vita, il salario mensile è già passato dai circa 600 yuan dell'anno scorso agli 800-1.200 attuali (pari a circa 95-140 dollari) con punte per i lavoratori che accettano i turni più lunghi e impegnativi, anche di 1.500 yuan (180 dollari) al mese. Chi continua a restare sulle cifre dello scorso anno spesso perde di colpo il 20, 30 e anche il 50% della forza lavoro e non riesce più a completare le commesse acquisite.

Il problema della zona è stato il boom economico e gli incrementi vertiginosi della domanda, che non solo ha fatto si che fossero impegnati tutti gli operai del distretto, ma ha assorbito anche tutti quelli che si recano dall'interno nel raggio di 300 chilometri. Per questo, adesso le fabbriche si contendono e cercano di trattenersi in ogni maniera la forza lavoro che sceglie il posto dove più guadagna e dove trova servizi accessori confortevoli.
Non si tratta naturalmente di una trasformazione totale e le fabbriche restano sempre pericolose e insalubri con ritmi di lavoro massacranti; però si incominciano a vedere i primi miglioramenti. Dopo i primi aumenti, anche del 50% sui salari, gli imprenditori locali sembrano aver scelto di puntare su altro per evitare di trovarsi fuori mercato e non poter offrire più al mondo i loro costi competitivi.

In questo momento, al fianco delle retribuzioni che ora sono bloccate a un massimo di 1.500 yuan, si punta sull'ambiente di lavoro. Diverse fabbriche a partire dalla Carsan, hanno deciso di iniziare dal rinnovamento dei dormitori dove è ospitata la maggior parte degli operai.
Almeno una decina di fabbriche della zona hanno ripulito i dormitori fino ad ora fatiscenti, colorandoli vivacemente e abbellendo gli ingressi con portoni a specchio e addirittura opere d'arte e piante negli atri. Anche le stanza sono state ripulite e in molti casi dalle piccole finestre si è passati alla realizzazione di balconi in ogni camera. Anche qui lo spazio vitale resta limitato, ma per lo meno l'ambiente è migliorato. E questo è stato molto apprezzato dagli operai che mentre nelle fabbriche tradizionali, ha un tasso di abbandono medio del 35%, in quelle dove si è puntato sul rinnovamento dell'ambiente, l'abbandono si è ridotto a circa il 5%.

Naturalmente è troppo presto per leggerci una tendenza ma il lavoro incominciato sembra poter continuare in questa direzione.
Il prossimo passo sul quale si sta già spingendo qualcuno tra i più illuminati imprenditori cinesi è la mensa e la qualità del cibo distribuito. Il tempo per mangiare durate la pausa di solito è limitato a mezz'ora o poco di più. E la qualità del cibo distribuito agli operai e di solito scadente.
Per non parlare dell'ambiente che non si distingue molto da quello delle vere e proprie officine. Ebbene, sempre a Shun De già due fabbriche tessili dopo aver rinnovato i dormitori hanno costruito una nuova mensa, chiudendo la vecchia all'interno della parte produttiva trasformata in deposito o in zona di produzione ed aprendone un'altra, a poche decine di metri, ma separata da un giardino e da fontane, con tavoli in legno (anzichè in metallo), piatti veri e propri (al posto delle tradizionali scodelle in alluminio) e cibo migliore grazie all'arrivo di un veri e propri cuochi con esperienza nei ristoranti della zona. In questo modo, sembra essere stato scongiurato almeno per il momento, un aumento vertiginoso dei prezzi, incentivando comunque gli operai che ne hanno guadagnato non solo in denaro ma anche in qualità della vita.

Antonio Calitri

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