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Bce: l'economia non cresce

La Banca centrale europea ha ridotto le stime del Pil per la zona euro nel 2005 e nel 2006. Per quest'anno la previsione di crescita è stata tagliata all'1,6%, per il 2006, la stima è stata ridotta al 2%. «Il livello dei disavanzi nei conti pubblici di alcuni paesi come fattore che pesa sulla fiducia e pertanto sulle aspettative di crescita economica. E' fondamentale applicare in maniera rigorosa e sollecita le procedure riviste del Patto di stabilità e di crescita»
• Made in Italy al palo
ROMA - La Bce ha ridotto le stime sulla crescita del Pil della zona euro nel 2005 e nel 2006. Per quest'anno la previsione di crescita è stata tagliata all'1,6%, ossia lo 0,2% in meno rispetto alla precedente indagine. Per il 2006, la stima è stata ridotta al 2% dal 2,1%. «I dati recenti e i risultati delle ultime indagini concernenti la situazione congiunturale e le prospettive di breve periodo per l'attività economica - spiega la Bce nel bollettino mensile di maggio - sono nell'insieme orientate al ribasso».
Il taglio delle stime è legato soprattutto alle quotazioni petrolifere «più elevate del previsto» e alla forza dell'euro.
La Bce indica inoltre «il livello dei disavanzi nei conti pubblici di alcuni paesi come fattore che pesa sulla fiducia e pertanto sulle aspettative di crescita economica».
Le attese sulla disoccupazione nel 2005 sono state lasciate invece invariate all'8,8% mentre sono state riviste al rialzo dello 0,1% quelle sul 2006 quando il tasso di disoccupazione si attesterà all'8,6%.

INFLAZIONE SOTTO CONTROLLO MA RISCHI DA PETROLIO L'inflazione dovrebbe rimanere nei prossimi mesi intorno al 2,1%, dato indicato da Eurostat per aprile. «Tuttavia - si legge nel bollettino - permangono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi, connessi principalmente all'andamento dei corsi petroliferi e ai loro potenziali effetti di secondo impatto derivanti dal processo di formazione di salari e prezzi». Per evitare l'insorgere di tali effetti, «è importante che le parti sociali - ammonisce la Bce - continuino ad assumersi le rispettive responsabilità».

NUOVO PATTO STABILITA' VA APPLICATO CON RIGORE
«E' essenziale che gli impegni di risanamento vengano assolti appieno e con tempestività - sottolinea la Bce - perchè ciò accrescerà la fiducia di investitori e consumatori nella solidità delle politiche economiche».
Nel contempo, secondo gli economisti di Francoforte, «è fondamentale applicare in maniera rigorosa e sollecita le procedure riviste del Patto di stabilità e di crescita» in modo da consolidare la credibilità del quadro di riferimento delle politiche di bilancio dell'Ue.
La Bce richiama inoltre i governi a rispettare gli impegni sulle riforme strutturali. «Negli ultimi anni le incertezze circa il programma di riforme in alcuni paesi dell'area sembrano avere ostacolato - evidenzia - il necessario miglioramento del clima di fiducia di consumatori e imprenditori».
Un chiaro impegno a realizzare le riforme accompagnato dalla spiegazione dei loro vantaggi contribuirebbe, secondo la Bce, a ridurre tali incertezze «e quindi a migliorare in misura considerevole le prospettive per l'economia dell'area euro».

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