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Bari - Nuovo piano di governance

Il progetto, prevede una serie di strategie per sostenere la crescita dell'area metropolitana, dovrebbe avvalersi di un finanziamento complessivo di 5milioni e 600mila euro
BARI - La creazione di una struttura per la pianificazione strategica con una sua sede, un sito Internet, un Comitato scientifico, uno staff di ricerca e sviluppo, un segretariato tecnico, risorse per la comunicazione. Questo uno degli obiettivi del progetto pilota per un nuovo modello di governance e pianificazione strategica metropolitana dell'area di Bari illustrato stamani al Comune. Il piano - è stato detto - dovrebbe avvalersi di un finanziamento complessivo pari a 5milioni e 600mila euro.
«Il nostro comandamento - ha detto il vicesindaco Marida Dentamaro - è fare ogni giorno una cosa metropolitana: per creare innanzitutto una cultura, una prospettiva della quale non è più possibile fare a meno. Dobbiamo renderci conto per esempio che il polo tecnologico di Valenzano non riguarda soltanto quell'area e lo stesso discorso vale per il polo commerciale di Casamassima. Il futuro non può non essere condiviso: bisogna governare e orientare i processi di sviluppo secondo linee pensate e non decidere di volta in volta assoggettando le opportunità di sviluppo all'interesse che viene a prevalere».

«Già a dicembre scorso - ha aggiunto - presentammo alla Regione una richiesta di finanziamento sulla misura 5.1 di recupero e riqualificazione di sistemi urbani per un progetto pilota che mira a costituire un'istituzione metropolitana della pianificazione strategica, che promuova attività di ricerca, sviluppo e marketing del territorio. Oggi la Regione ha pubblicato un bando per finanziare proposte di pianificazione strategica presentate da almeno due Comuni con popolazione complessiva superiore a 50mila abitanti: vogliamo realizzare una continuità tra questi due momenti, arrivare a una sommatoria virtuosa delle due risorse ed evitare che su un territorio che tende a fare sistema partano strategie scoordinate e magari confliggenti. Tra l'altro in questo ultimo bando che scade il 9 maggio - ha precisato - è prevista anche la finanziabilità di un piano urbano della mobilità».

Anche la Regione ( è stato detto - è in quest'ottica di allargare il più possibile l'ambito della pianificazione strategica in modo da costituire una rete. Nel bando la Regione - ha detto Dentamaro - si è riservata la possibilità di intervenire sulle aggregazioni territoriali con una forma di negoziazione ufficiale.

La firma del protocollo d'intesa con i sindaci (per ora è prevista l'adesione di Valenzano, Sannicandro, Adelfia, Capurso, Modugno) è in programma lunedì al Politecnico di Bari (di fronte alla Facoltà di Agraria, in via Amendola 126, sala delle conferenze). Lo strumento della pianificazione strategica - ha aggiunto il consulente del sindaco per il piano strategico, Luca Scandale - è prevalentemente un processo che serve a mettere insieme una serie di Comuni: il luogo politico è l'assemblea dei sindaci. «Puntiamo a uno strumento di governance nuovo - ha detto - che utilizzano già molte città in Europa ed è stato uno dei punti fondamentali su cui è stata impostata la campagna del sindaco Emiliano. Alla base c'è l'idea della partecipazione attiva dei cittadini: i forum di cui si è parlato tramite questo strumento verranno resi istituzionali».

Il professor Dino Borri ha aggiunto che queste pianificazioni strategiche sono nate nei primi anni ottanta: «una straordinaria esperienza pioneristica - ha detto - è avvenuta a Portland, con la costruzione di una visione condivisa della città di lì a trent'anni, nel 2010. Poi c'è stato un dilagare, i piani strategici sono ormai in molti documenti. In Italia Torino ha approvato il piano strategico nel 2000: in tre anni ci furono 1.300 incontri con vari soggetti. La città dell'Università, della grande fabbrica automobilistica e il collegamento con la Francia furono gli assi su cui camminò il piano». Con questi piani - ha proseguito Borri - «bisogna guardare ai prossimi venti-trent'anni, in maniera condivisa, bisogna immaginare un futuro che non è probabilmente solo quello dell'economia anche se molti di questi piani strategici hanno pensato a una sorta di posizionamento forte delle città e delle aree nel mercato globale: Barcellona è un caso di questo genere, costruito quasi con una strategia di vendita. Mi auguro che il piano di Bari abbia anche altri aspetti, per esempio le visioni ambientali e politiche. Bar, Patrasso fanno parte dell'area metropolitana che comprende un pezzo di Puglia centrale e un pezzo di levante dell'area balcanica. Inoltre Bari - ha concluso - ha bisogno di costruire un tessuto di fiducia: per lungo tempo è stata centripeta, ha soltanto preso e non dato».

L'assessore comunale all'Economia, Francesco Boccia, ha sottolineato che «noi viviamo una stagione di programmazione completamente sganciata dalla pianificazione strategica e molto spesso anche tra programmazione e bilancio. Non possiamo consentircelo, non solo perchè abbiamo risorse scarse ma perchè questa dicotomia spesso è figlia di assenza di pianificazione strategica e la programmazione si riduce ad assemblaggio di pezzi. I 170 milioni di euro che metteremo a disposizione degli investimenti in conto capitale sono investimenti necessari per la città, ma non cambiano il nostro futuro».

Sul piano urbano della mobilità dell'area di Bari si è soffermato l'assessore al traffico Antonio De Caro. «Questo piano - ha detto - sarà costituito da un progetto strategico basato su investimenti e innovazioni dal punto di vista organizzativo e gestionale e si muoverà su quelle che saranno le scelte da avviare nei prossimi dieci anni. Non bisogna confonderlo con il piano urbano del traffico, che non si pone obiettivi di riassetto infrastrutturale: punta a razionalizzare le strutture esistenti».

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