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Dal Cnr finanziamenti e mano tesa alle aziende

A segnare la svolta sono i nuovi Regolamenti, recentemente approvati dal ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (Miur) e che saranno pubblicati a giorni sulla gazzetta ufficiale • Jeans ogm ed ecocompatibili
ROMA - Finanziamenti non più «a scatola chiusa» e indirizzati ai singoli istituti di ricerca, ma calibrati e mirati su progetti precisi; lotta alla frammentazione e, soprattutto, mano tesa alle imprese perchè i prodotti della ricerca inneschino un circolo virtuoso anche in termini di produzione e occupazione. Sono queste le direttrici lungo le quali si muoverà il nuovo Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
A segnare la svolta sono i nuovi Regolamenti, recentemente approvati dal ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (Miur) e che saranno pubblicati a giorni sulla gazzetta ufficiale.
Un Cnr dal «volto nuovo», ha spiegato il presidente Fabio Pistella illustrando in un incontro priorità e obiettivi dell'ultimo Piano triennale alla luce dei Regolamenti appena approvati che, ha sottolineato, rappresentano «lo strumento per realizzare la svolta che ci proponiamo».
Una svolta, dunque, che parte dall'organizzazione interna e tocca le modalità di finanziamento, fino a ricalibrare le finalità stesse della ricerca con un obiettivo prioritario e strategico: creare un legame diretto tra Cnr e imprese.

- L'ORGANIZZAZIONE: Il Cnr comprenderà 11 dipartimenti per altrettanti macro-obiettivi, ognuno dei quali articolato in 5-6 progetti, da ciascuno dei quali derivano una decina di commesse per i 108 istituti. Obiettivo è superare la frammentazione e non disperdere i circa 900 milioni di euro (tra finanziamento statale e contributi per progetti comuni con Ue, regioni e imprese) che si stimano per il bilancio 2005. Gli 11 dipartimenti corrispondono ad altrettanti macro-obiettivi: Agroalimentare, Scienze della vita, Medicina, Materiali e dispositivi, Progettazione molecolare, Terra e ambiente, Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, Sistemi di produzione, Identità culturale, patrimonio culturale, Energia e trasporti. Ma come interpretare i nuovi Dipartimenti? «Non dovranno essere visti come un ulteriore livello gerarchico - ha spiegato Pistella - bensi, come delineano i Regolamenti, saranno gli organismi centrali che hanno il preciso ruolo di formulare e governare gli obiettivi programmatici. Ai singoli istituti, invece - ha precisato - andrà la responsabilità di gestire le risorse per il raggiungimento degli obiettivi fissati».
- I FINANZIAMENTI: «Cambia la chiave di lettura: non si parte più - ha affermato Pistella - dall'esecutore, ovvero dall'istituto che ha ricevuto la commessa, bensì dal progetto, ovvero dall'obiettivo da realizzare». I finanziamenti, cioè, sono ripartiti appunto per progetti e non più per istituti. Progetti che, a loro volta, saranno 'multisoggettò, coinvolgendo più realtà, anche esterne, e non un singolo istituto. I finanziamenti, inoltre, potranno arrivare pure dall'esterno, attraverso una rete di collaborazioni anche a livello di comunità europea, imprese e università. Ma c'è un'altra novità: «Nella rappresentazione dei costi - ha affermato il presidente Cnr - si terrà conto, come nelle imprese, dei costi totali: mentre in passato si detraevano, cioè, i costi fissi come stipendi e affitti per poi redistribuire le risorse restanti, ora i costi saranno considerati globalmente». Quanto alla direzione dei finanziamenti, il 70% andrà ai progetti fissati, il 15% alla ricerca a tema libero ed un altro 15% sarà destinato allo sviluppo delle competenze degli istituti. Sarà inoltre tutelata l'autonomia dei ricercatori: «Avranno autonomia nella presentazione delle proposte e nella gestione dei progetti», ha sottolineato Pistella.

- MANO TESA ALLE AZIENDE: Avviare un «patto strategico» tra Cnr ed imprese. E' una delle priorità individuate dal presidente Pistella, anche con l'obiettivo di partecipare ai bandi finanziati con il recente disegno di legge sulla competitività. Una nuova partnership, quella che si punta a sviluppare tra Cnr e imprese, delineata proprio dai Regolamenti e che mira a superare l'autoreferenzialità che finora ha spesso caratterizzato la ricerca italiana: «L'obiettivo - ha spiegato Pistella - è moltiplicare i contatti con l'esterno anche attraverso dei 'centralinì come, ad esempio, le Camere di commercio, principale punto di contatto con le imprese sul territorio». L'idea è, cioè, agire su diversi livelli: oltre alla dimensione territoriale, si punterà anche sulle filiere tecnologiche (ad esempio Federchimica per dare applicazione a tutti i progetti dell'istituto relativi a questo ambito) e sulle grandi aziende High Tech. Insomma, «L'idea - ha affermato il presidente Cnr - è quella di una cooperativa che cerca soci per diffondere conoscenze e cervelli e che produce prodotti oltre che ricerca pura. I Regolamenti delineano, in altre parole, una direzione innovativa. Il nuovo Cnr - ha concluso Pistella - rappresenta quindi una sfida ed un cambiamento di rotta della ricerca del Paese, sempre più proiettata verso una dimensione europea».

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