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Fiat: «cosa di famiglia» sesto posto nel mondo

La classifica stilata nel 2004 da «Family Business», rivista specializzata in aziende familiari. Sono 11 le aziende del Made in Italy che si tramandano da padre in figlio (o comunque dove la famiglia ha un ruolo significativo nella proprietà o nel management) tra le maggiori 250 del mondo per fatturato
ROMA - Nella classifica delle multinazionali miliardarie le imprese italiane sono vasi di coccio tra vasi di ferro. Ma hanno ancora qualcosa da dire nelle graduatorie delle aziende di famiglia, dove occupano posti non secondari grazie a un capitalismo familiare che non accenna a farsi indietro. La Fiat, prima delle italiane, è infatti al sesto posto.
La classifica stilata nel 2004 da «Family Business», una rivista specializzata in aziende familiari, dice che sono 11 le aziende del Made in Italy che si tramandano da padre in figlio (o comunque dove la famiglia ha un ruolo significativo nella proprietà o nel management) tra le maggiori 250 del mondo per fatturato.
Un numero che non sfigura di fronte ad altre economie europee, come quella francese (17) e quella tedesca (16). Il Paese più rappresentato sono naturalmente gli Stati Uniti, con 130 aziende in totale, ma solo sette nelle prime 25, dove figurano realtà di ben nove Paesi. Curioso il caso della Corea del Sud, dove il potere economico è concentrato proprio nelle mani di poche famiglie a vocazione industriale, che piazza in classifica solo tre aziende, ma tutte nei primi 11 posti e due nei primi quattro.

La prima in classifica, però, è proprio un'americana. Si tratta del colosso della distribuzione Wal-Mart, fondato nel 1962 dai fratelli Sam e James Walton: gli eredi di Sam detengono ancora il 38% e il figlio Robson è ancora presidente. Al secondo posto un altro marchio storico del capitalismo familiare Usa, la Ford: nata nel 1903 da un'idea del pioniere dell'automobile Henry Ford è ancora per il 40% nelle mani della famiglia, i cui membri occupano posti rilevanti in azienda. La coreana Samsung si piazza al terzo posto: si tratta del più grande 'chaebol' (conglomerato familiare) del Paese asiatico. La famiglia Lee, che la fondò nel 1938, controlla ancora circa il 22% del capitale.

Per arrivare alla prima italiana occorre scendere al sesto posto, dove si trova l'azienda familiare per eccellenza, vale a dire la Fiat, ormai arrivata alla quarta generazione della famiglia Agnelli. Che è immediatamente seguita da un altro pezzo del patrimonio della famiglia torinese, vale a dire l'Ifi, la Finanziaria del gruppo.
In 72/ma posizione figura ancora la Parmalat, evidentemente inserita in graduatoria prima del ciclone che ha portato l'azienda della famiglia Tanzi sull'orlo della bancarotta. Al 92/mo posto c'è poi la regina del petrolio: la Erg della famiglia Garrone.
Le altre aziende made in Italy figurano invece tutte dopo la 100/ma posizione. Al 112/mo posto c'è la Italmobiliare della famiglia Pesenti. In 137/ma posizione c'è poi la Barilla, fondata nel 1877 come un semplice negozio di pane e pasta da Pietro e per 8 anni in mani americane, che nel 1979 tornò in famiglia. Più giù troviamo la Merloni elettrodomestici (174), la Cofide dei De Benedetti (177), il gruppo Benetton (195), Prada (231), Arnoldo Mondadori editore (240).

Ecco la classifica delle prime dieci aziende di famiglia nel mondo (fonte: Family Business 2004).
1.Wal-Mart Stores - USA
2.Ford Motor - USA
3.Samsung - Corea
4.LG Group - Corea
5.Carrefour - Francia
6.Fiat - Italia
7.Ifi - Italia
8.PSA-Peugeot Citroen - Francia
9.Cargill - USA
10.BMW - Germania

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