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Patto di stabilità: accolte richieste italiane

Il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, ha incassato a Bruxelles il via libera sulla riforma del Patto di stabilità e crescita, sul cui ammorbidimento i ministri finanziari dell'Unione europea hanno raggiunto un'intesa non certo inaspettata, ma comunque minacciata fino all'ultimo dalla spada di Damocle del difficile accordo sul computo dei costi della riunificazione tedesca
BRUXELLES - Missione compiuta. Il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, ha incassato a Bruxelles il via libera sulla riforma del Patto di stabilità e crescita, sul cui ammorbidimento i ministri finanziari dell'Unione europea hanno raggiunto un'intesa non certo inaspettata, ma comunque minacciata fino all'ultimo dalla spada di Damocle del difficile accordo sul computo dei costi della riunificazione tedesca.
Comprensibilmente soddisfatto, il ministro ha dichiarato a notte fonda, all'uscita da una maratona negoziale durata oltre 12 ore - interrotta solo da un brindisi per festeggiare l' accordo -, che si tratta di «una soluzione eccellente a livello europeo e che tutte le proposte dell'Italia sono state accolte». La nuova veste del patto, approvata «formalmente» stasera, «mette insieme le ragioni della crescita e quelle della credibilità». Oltre al duplice trattamento favorevole assicurato (non solo all'Italia) sulla riduzione del debito - le cui regole non vengono inasprite - e sulla riforma delle pensioni - che verrà considerata per valutare una situazione di deficit eccessivo -, l'accordo varato a Bruxelles rappresenta un potenziale punto a favore nella delicata gestione dei conti pubblici italiani. Anche in caso di revisione al rialzo del rapporto deficit-pil (che nel 2004 era proprio al limite del 3%), ipotizzato da Eurostat, con le nuove regole l'Italia avrà infatti più margini di manovra sia per evitare una eventuale procedura per deficit eccessivo, sia per rientrare sotto il tetto del 3%.

Riguardo alle possibilità di un accordo che deve ancora essere formalizzato dal Consiglio Ue il ministro Siniscalco si era detto abbastanza fiducioso fin dalla tarda mattinata, quando, entrando alla riunione dell'Eurogruppo-Ecofin aveva sottolineato che la nuova bozza sulla riforma del Patto, presentata dal presidente di turno, il primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker, «rappresenta un netto miglioramento». «Anche perché incorpora tutte le indicazioni che Juncker ha raccolto nel suo giro in Europa», ha sottolineato il ministro, aggiungendo che «vi sono le premesse per raggiungere un accordo già oggi. Altrimenti andremo a martedì o mercoledì», quando si terrà il vertice Ue. «Però ripeto», ha ribadito Siniscalco, «i passi avanti ci sono e sono tangibili».

Molto attento a non creare polemiche nel merito della vicenda Eurostat, il titolare di Via XX Settembre ha risposto «nessuna polemica, nessun fattore umano» a una domanda sul presunto coinvolgimento di Romano Prodi nella vicenda Eurostat. «Il fattore umano è l'ultimo dei miei problemi», ha aggiunto, precisando che vi è solo un «non consenso» sulla decisione di Eurostat rispetto «ad alcune riclassificazioni, in particolare di quella sulle Ferrovie». Ma «il tema è squisitamente tecnico», ha precisato Siniscalco, sottolineando che «faremo una consultazione su questo problema mostrando tutti gli argomenti a favore della tesi dell'aumento di capitale». Riguardo alla possibilità, adombrata dal presidente di turno dell'Ue Juncker, che la vicenda Eurostat possa in qualche modo «influenzare l'atmosfera» dell'Eurogruppo-Ecofin, il ministro ha precisato che la cosa non vale per lui. «Sicuramente non ritengo che questa vicenda, o questo comunicato stampa, sia tale da influenzare in alcun modo (i lavori, ndr), almeno non per me», ha dichiarato.

Quanto alle novità del Patto, quelle che riguardano più da vicino l'Italia (in positivo) sono relative al debito e alla riforma delle pensioni. La sorveglianza sul debito deve essere «rinforzata» adottando il concetto di «diminuzione sufficiente che tende al valore di riferimento (60% del pil, ndr) con un ritmo soddisfacente» e in «termini qualitativi», spiega il documento base dell'accordo, precisando che bisogna inoltre tenere conto delle «condizioni macroeconomiche» e delle «dinamiche del debito», inclusa la tendenza a conseguire «surplus primari a livelli adeguati», così come «altre misure per ridurre il debito complessivo e strategie di gestione del debito».
Quanto alla riforma delle pensioni, varata recentemente dall'Italia, il documento propone di considerare «attentamente» uno sforamento della soglia del 3% provocato da «una riforma delle pensioni che introduce un sistema previdenziale a più pilastri».
Carlo Maria Fenu

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