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Trasporti - In vista nuovi scioperi

Previste agitazioni in tutta Italia per la prossima settimana. In particolare si prevedono disagi per i voli mercoledì e giovedì. E c'è la vertenza pubblico impiego
ROMA - Aerei, aeroporti, uffici pubblici.
Si apre una nuova settimana che rischia di mettere a dura prova chi dovrà viaggiare e non solo. L'agenda degli scioperi si presenta fitta e serrata. Ma, la nuova tornata di protesta è stata inaugurata oggi dallo sciopero dei "casellanti" di tutte le concessionarie autostradali, che si fermano oggi per quattro ore al termine di ogni turno. Niente vigilanza, dunque, dalle 2 alle 6, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Sla Cisal, chiedono il rinnovo del contratto di lavoro del settore scaduto a dicembre del 2003.
Rimangono in funzione i caselli per la riscossione automatica del pedaggio ma è previsto, comunque, ricordano i sindacati, l'obbligo di lasciare aperto in ogni uscita almeno un casello senza la riscossione automatica del pedaggio per favorire il deflusso dei veicoli. Per il coordinatore nazionale viabilità della Filt Cgil, Michele Azzola «a fronte di un contratto scaduto da oltre 14 mesi è necessario tenere alto il livello della mobilitazione per dimostrare alle controparti la forte insofferenza dei lavoratori del settore verso atteggiamenti dilatori e del tutto incomprensibili per un settore caratterizzato da aziende che operano in monopolio con utili, garantiti da adeguamenti automatici delle tariffe, non paragonabili a nessuna azienda di servizi».
Poteva essere un lunedì nero, domani, per il trasporto aereo ma i controllori di volo di Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl hanno poi sospeso la protesta nei giorni scorsi. Scongiurati i disagi nella giornata di domani, il problema si riproporrà mercoledì prossimo con lo sciopero degli assistenti di volo di Alitalia aderenti al Sult, che si fermeranno per 24 ore. Verranno assicurati, riferisce il Sult che rettifica notizie di stampa che parlavano di un rinvio al 15 aprile prossimo dello sciopero, tutti i voli garantiti e i voli nelle fasce orarie 7-10 e 18-21. Ad essere stato differito, su intervento della commissione di garanzia, è, invece, lo sciopero del personale di terra del Sult.
Al momento, secondo quanto riferiscono fonti aziendali, la Compagnia non prevede modiche del proprio operativo e le stesse sottolineano che lo sciopero è stato dichiarato illegittimo. Non va, comunque, dimenticato che nel corso dell'ultimo sciopero del 21 febbraio scorso, sempre degli assistenti di volo del Sult, a fronte di un piano di cancellazioni limitato, a fine giornata il bilancio si era rivelato di gran lunga più pesante del previsto. È vero che il clima sindacale era decisamente surriscaldato dal momento che la trattativa tra azienda e sindacati sulla partita sugli esuberi degli assistenti di volo e sull'applicazione del nuovo contratto di lavoro era ancora al palo e le turbolenze e il nervosismo pervadeva non solo le hostess e steward del Sult ma anche quelli iscritti alle altre organizzazioni sindacali.
Ora, a distanza di tre settimane, c'è sul tavolo l'accordo, firmato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Anpav, che azzera di fatto gli esuberi della categoria, attraverso il ricorso ai contributi di solidarietà. Ma è proprio questa intesa ad essere nel mirino del Sult, che giudica «irricevibili» i suoi contenuti e ha elaborato delle controproposte. Lo sciopero, spiega il Sult «è la conseguenza delle mancate risposte concrete per l'avvio di un confronto più volte ricercato con l'azienda e con gli enti istituzionali in merito alle nostre preoccupazioni e sollecitazioni riguardante la grave ed unilaterale applicazione del contratto, che ha creato fin dall'inizio di quest'anno, i presupposti per una situazione di grave pericolo per la salute dei lavoratori e per la stessa sicurezza della navigazione».
Ma per il trasporto aereo, si prevede un'altra giornata pesante.
Giovedì, 17 marzo, dalle ore 12.30 alle ore 16.30, si fermeranno tutti i lavoratori delle gestioni e servizi aeroportuali, catering e attività complementari nei sedimi aeroportuali per lo sciopero nazionale proclamato da Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl. Al centro della protesta la necessità di definire, a fronte di un processo di liberalizzazione del trasporto aereo, un sistema regolatorio che definisca gli ambiti delle tutele sociali.
C'è poi la partita del rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore aeroportuale che, dicono i sindacati, «deve rispondere ai cambiamenti intervenuti nel settore in questi ultimi anni» e dovrà ricercare percorsi di stabilizzazione del precariato divenuto, per quantità e qualità insostenibile». «L'incremento economico dovrà corrispondere al recupero effettivo del potere di acquisto dei salari, eroso significativamente negli ultimi anni».
Ma il "clou" della settimana si avrà con lo sciopero generale del pubblico impiego. I sindacati, che hanno messo in moto la macchina organizzativa per una grande manifestazione che confluirà a Piazza San Giovanni, sono pronti alla nuova prova di forza a sostegno della vertenza per il rinnovo dei contratti pubblici e sono decisi ad andare fino in fondo. Il tutto con gli occhi puntati ai prossimi passi che il governo intende compiere. È previsto per domani, infatti, il vertice interministeriale al cui ordine del giorno c'è proprio la questione della partita contrattuale dei dipendenti pubblici. E netto è stato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, a sottolineare l'indisponibilità della Lega ad aumenti che vanno oltre la soglia stabilita nell'ultima manovra economica del governo.
«Ci sarò anch'io - dice Maroni - quello che mi interessa è soprattutto verificare se ci sono spazi per rafforzare la previdenza complementare anche per il pubblico impiego. Credo sia giusto far partire questo secondo pilastro previdenziale per questi lavoratori».
Tra una miriade di scioperi locali, la tregua arriverà soltanto a ridosso di Pasqua quando scatterà il periodo di franchigia sindacale per le festività che, quest'anno, sarà più lungo visto l'appuntamento elettorale per le regionali del 3 e 4 aprile. Ma già subito dopo, si delinea all'orizzonte un altro periodo difficile. Sul fronte dei trasporti, ha preso una brutta piega la vertenza del trasporto pubblico locale sulla vicenda dell'indennità di malattia degli autoferrotranvieri. Dopo l'esito negativo delle procedure di raffreddamento tra aziende e sindacati, domani verrà esperito un ulteriore tentativo al ministero del Welfare e, in presenza di una nuova fumata nera, le federazioni di categoria dei trasporti si preparano a proclamare un nuovo sciopero che cadrà, calendario alla mano, nella seconda decade di aprile. Una data possibile è quella dell'11 aprile.

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