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Fiat - Demel «lascia». Marchionne come Romiti

L'amministratore delegato del Gruppo Fiat, assumerà anche l'incarico di amministratore delegato di Fiat Auto sostituendo Herbert Demel. Prima di lui solo Cesare Romiti
TORINO - Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat, assumerà anche l'incarico di amministratore delegato di Fiat Auto sostituendo Herbert Demel che lascia la società. «La decisione assunta oggi di prendere direttamente la responsabilità di Fiat Auto - ha detto Sergio Marchionne - è nella logica di concentrare gli sforzi del Gruppo per il risanamento e per il rilancio dell'auto. L'accordo raggiunto con General Motors che ha visto affermati i diritti di Fiat, rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro di Fiat Auto. E' ora infatti possibile operare in totale autonomia, senza vincoli ma anche senza alibi, dedicandoci completamente alle attività fondamentali per un costruttore automobilistico: prodotti, rete di vendita e servizi per il cliente. In Fiat Auto e in Fiat Spa - ha proseguito Marchionne - è in corso da alcuni mesi una profonda trasformazione culturale dovuta ad una riorganizzazione manageriale che ha portato ad una struttura più snella ed efficiente. Una struttura, fondata sulla responsabilità delle persone e sulla rapidità dei processi decisionali, che sta portando e porterà sempre più benefici a livello di gestione operativa e riduzione dei costi, contribuendo ad aumentare la competitività dei nostri asset».
«Di tutti i settori del Gruppo, Fiat Auto è quello che deve essere al centro delle nostre attenzioni. Gli altri settori stanno operando bene e intensamente per raggiungere gli obiettivi che ci siamo fissati e i primi risultati sono già tangibili. Tutti i settori hanno chiuso il 2004 con risultati migliori delle previsioni. Il pareggio operativo di Gruppo per il 2004 è raggiungibile. Voglio ringraziare Herbert Demel - ha concluso Marchionne - per il lavoro che ha svolto con capacità e dedizione e gli faccio i migliori auguri per il suo futuro lavorativo».
PRIMA DI LUI SOLTANTO "CESARONE"
E' una mossa a sorpresa quella che ha portato oggi l' amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne ad assumere la stessa carica anche per il settore auto, così come fece alla fine degli anni '80 Cesare Romiti (allora era presidente) con l' uscita di Vittorio Ghidella. Marchionne ha spiegato che si tratta di una decisione che «è nella logica di concentrare gli sforzi del Gruppo per il risanamento e per il rilancio dell' auto», ma c' è anche in ballo qualcosa di più legato al modo di portare avanti le strategie di risanamento.
In ambienti industriali torinesi c'è chi fa notare che Demel era rimasto l' unico in piedi della gestione Morchio e che il manager austriaco non aveva un grande feeling con l' attuale ad italo-canadese. Al suo arrivo, nel giugno scorso, Marchionne aveva detto che non sarebbe entrato nella gestione diretta della produzione industriale, ma in realtà si deve essere reso conto che l' uomo che aveva fatto grande l' Audi non sarebbe stato sufficientemente deciso per ripetere lo stesso miracolo anche in Italia. Così, da grande appassionato di automobili qual' è, Marchionne ha cominciato a buttare l' occhio con maggiore frequenza non solo sui conti finanziari del Gruppo, ma anche sulle linee di montaggio. Lo si è capito anche dalle sue visite ai recenti saloni di Parigi e Detroit, dove, oltre a risolvere le questioni con l' ex alleato General Motors, si è soffermato a lungo sui modelli non solo del Gruppo, ma anche della concorrenza, quasi a cercare di carpire qualche idea per le auto italiane del futuro.
La conduzione della trattativa con la Gm, ma soprattutto il suo esito positivo per la Fiat, hanno reso ancora più forte Marchionne, uno stakanovista del lavoro a cui piace non demandare le decisioni ma eseguirle direttamente, accorciando la catena del comando. Una filosofia che probabilmente si scontrava con Demel, a cui comunque oggi Marchionne ha rivolto un saluto ringraziandolo per il lavoro svolto «con capacità e dedizione» e facendogli gli auguri «per il suo futuro lavorativo».
Ma questa non è l' unica ipotesi che potrebbe essere alla base della decisione di Marchionne. L' uscita di Demel da Mirafiori, infatti, arriva all' indomani dell' annuncio da parte della Fiat del trasferimento della proprietà di Maserati dalla Ferrari al Lingotto e all' inizio della collaborazione tecnica e commerciale con l' Alfa Romeo. Una scelta che avrebbe portato ad avere sulla piazza di Torino tre big dell' auto: oltre a Demel, l' attuale capo della Casa del Biscione, Karl Heinz Kalbfell, ex ad della Rolls Royce, chiamato nel capoluogo subalpino dallo stesso manager austriasco, e Martin Leach, attualmente al comando della Casa del Tridente. Quest' ultimo, ex capo di Ford Europa, era stato addirittura in predicato di guidare il settore auto della Fiat, ma poi, per questioni legali con la sua ex società, non se ne fece più nulla ed arrivò Demel.
Uno dei tre è già saltato, resta da capire cosa succederà con gli altri due manager: Leach sarebbe l' uomo con minori chances di salire la scala del comando in Fiat. Ha migliori credenziali Kalbfell, che al suo arrivo a Torino è riuscito subito a creare un clima positivo nei suoi confronti, ma è un uomo soprattutto di marketing ed a Torino serve qualcuno che sappia anche il fatto suo nelle scelte prettamente industriali. E' probabile quindi che l' attuale capo di Alfa Romeo possa andare a dirigere la futura società che potrebbe essere creata con la Maserati e che porterebbe la casa del Biscione allo sbarco in america. «Nel medio-lungo periodo l' Alfa Romeo tornerà negli Stati Uniti - ha confermato oggi Sergio Marchionne - l 'Alfa dopo il rafforzamento in Europa dovrà avere spazio negli Usa, dove già c' è Maserati ed anche questa sarà la filosofia della collaborazione fra i due marchi, la cui rete commerciale sarà, in parte, comune».

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