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«Gravissima crisi per il tessile pugliese»

Lo affermano tutte le sigle sindacali preoccupate per le migliaia di posti di lavoro a rischio. Il prossimo 17 febbraio a Bari, riunione dei direttivi unitari di categoria
BARI - In Puglia,per affrontare la «gravissima situazione» del comparto del tessile-abbigliamento, con migliaia di posti di lavoro a rischio, si terrà una riunione dei direttivi unitari dei sindacati di categoria. Lo rende noto un comunicato dei sindacalisti della Femca-Cisl, Cristina Attila, della Filtea-Cgil, Antonio Sgaramella, e della Uilta-Uil, Luigi Mesaroli. Nella riunione - prevista per il prossimo 17 febbraio presso la Cisl regionale, a Bari - si farà anche il punto della situazione sull'Accordo di Programma T.A.C. (tessile, abbigliamento, calzaturiero) siglato nel luglio scorso con la Regione Puglia. Parteciperà all' incontro il segretario Nazionale della Femca Cisl, Sergio Spiller. Nel corso della riunione saranno decise ulteriori iniziative di mobilitazione a sostegno della vertenza aperta dai lavoratori del settore Tessile Abbigliamento e Calzaturiero da ormai più di tre anni, «sta attraversando una grave crisi con chiusura di aziende, perdita di posti di lavoro e un ricorso massiccio alla delocalizzazione delle produzioni verso paesi a più basso costo». A livello nazionale, per far fronte a questa situazione, il sindacato e le associazioni imprenditoriali hanno elaborato e condiviso una serie di proposte che sono state formalizzate negli accordi sulla politica commerciale (21 gennaio 2004)e sulla politica industriale (21 ottobre 2004).
La proposta prevede: l'introduzione obbligatoria dell'etichetta d'origine; l 'intensificazione della lotta alla contraffazione; l'inasprimento delle sanzioni; il contrasto delle importazioni illegali. Si chiede anche: l'incentivazione della formazione e della riqualificazione professionale; la riduzione delle tasse sul lavoro; la riforma degli ammortizzatori sociali a sostegno del reddito dei lavoratori; il rafforzamento del sistema della bilateralità per sostenere i lavoratori delle imprese artigiane; la copertura della cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane fruibili in un'unica soluzione.
Per affrontare questi temi, le Associazioni Sindacali e Associazioni Imprenditoriali, congiuntamente, hanno richiesto a livello nazionale un incontro al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Purtroppo, ad oggi, - evidenziano i rappresentanti sindacali - dobbiamo registrare la totale assenza di risposte da parte del Governo». Il 21 febbraio è stata organizzata bilateralmente con le diverse Associazioni Imprenditoriali, una Giornata Nazionale di mobilitazione per l'industria della Moda Italiana su tutto il territorio nazionale. In tale circostanza le Segreterie Nazionali e i presidenti delle Associazioni Imprenditoriali, oltre a sollecitare l'apertura di un tavolo istituzionale sul sistema moda, consegneranno al governo italiano le firme raccolte in calce alla "Petizione Europea". Allo stesso tempo saranno consegnate le copie delle firme a tutti i presidenti delle Regioni, ai prefetti, ai Sindaci delle Città più caratterizzate dalla presenza del settore.

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