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L'Argentina approva legge che blinda concambio bond

In futuro non sarà più possibile per il governo migliorare la proposta di risarcimento fatta a chi, avendo acquistato titoli argentini, s'è ritrovato con carta straccia
BUENOS AIRES - Il governo argentino ha promulgato oggi la legge che proibisce di modificare l'offerta di concambio del debito privato in default di 81,8 miliardi di dollari senza nascondere un moderato ottimismo per un risultato positivo dell'operazione che si concluderà il 25 febbraio e a cui hanno aderito finora il 37,3% dei possessori di bond.
La Legge 26.017, approvata in un tempo record dai due rami del Parlamento, è stata pubblicata oggi dalla "Gazzetta ufficiale" argentina ed ha lo scopo specifico di indicare che non vi sarà un miglioramento della proposta per coloro che sceglieranno di non aderire allo swap.
Il testo autorizza fra l'altro il governo a ritirare dal mercato i titoli non entrati nel concambio, e che non potranno essere utilizzati per altri tipi di transazione finanziaria.
Uscendo dal suo tradizionale riserbo, il ministro dell' Economia argentino Roberto Lavagna ha comunicato che le adesioni - sulla base delle cifre fornite dal Bank of New York che opera come exchange bank - hanno raggiunto dopo quattro settimane il 37,3% (30,5 miliardi di dollari). Martedì scorso, in un fax inviato alla Consob, l'autorità di borsa italiana, il governo argentino aveva comunicato che, al 4 febbraio, sempre sulla base dei dati raccolti dalla bank of New York, erano stati portati in adesione all'offerta di rimborso bond per un controvalore di 34,65 miliardi di dollari. Dopo aver ammesso che il livello di accettazione «è superiore a quello che ci aspettavamo», Lavagna ha spiegato che per il titolo Par (senza riduzione del capitale) si sono avute offerte per 10,794 miliardi di dollari, equivalente al 108% dell'emissione prevista.
La proposta iniziale prevede che del titolo par si emetteranno 10 miliardi se l'adesione sarà inferiore al 70% e 15 miliardi milioni se tale soglia sarà superata.
Alla chiusura del cosiddetto "primo periodo", ha aggiunto il ministro, «circa il 50% delle sottoscrizioni di bond Par riguardano risparmiatori con quote fino a 50.000 e l'altro 50% a creditori con quote superiori».
In relazione al titolo Cuasi Par il ministro ha indicato che le sottoscrizioni sono state di 10,464 miliardi di dollari, equivalenti al 126% della quantità offerta per questo tipo di bond (8,3 miliardi di dollari).
Inoltre Lavagna ha aggiunto che la composizione del totale del nuovo debito che l'Argentina è in condizione di emettere in accordo con l'attuale andamento del concambio è la seguente: 50,8% in pesos argentini, 30,5% in dollari, 17,9% in euro e 0,8% in yen.
Da parte sua il coordinatore del governo, Alberto Fernandez, ha dichiarato al canale spagnolo dell'emittente televisiva Bloomberg che l'Argentina sta lavorando affinchè «tutti» i detentori di bond «accompagnino e accettino» l'offerta formulata per uscire dal default.
Il governo ha fra l'altro invitato per la prossima settimana a Buenos Aires tre deputati della Commissione bilancio della Camera (i diessini Giorgio Benvenuto e Luigi Olivieri, e il leghista Giovanni Didonnè) che saranno ricevuti dai massimi responsabili del governo e del Parlamento argentini.

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