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Italiani sempre più indebitati

Le famiglie italiane ricorrono con sempre maggiore frequenza al credito al consumo (+18,4% negli ultimi due anni), cercano di essere più risparmiatrici ma anche meno in grado di onorare gli impegni assunti con le banche. Sardegna record nei pagamenti rateali. Basilicata la meno risparmiatrice
ROMA - Sempre più indebitate (+18,4% il credito al consumo negli ultimi due anni), più risparmiatrici ma anche meno in grado di onorare gli impegni assunti con le banche. Questo il ritratto delle famiglie italiane tracciato dall'Associazione degli artigiani di Mestre. Le famiglie - spiega lo studio - hanno modificato le loro modalità di acquisto. Fanno sempre più ricorso ai pagamenti rateali senza, però, toccare i risparmi bancari. Così facendo però diventano anche meno solvibili e le loro sofferenze bancarie aumentano.
Appartiene alla Sardegna il record dei pagamenti rateali con 1.384,98 euro di indebitamento pro capite, seguiti dalle famiglie del Lazio (1.363,05 euro) e della Toscana (1.182 euro). I più risparmiatori invece sono i trentini con 10.200 euro di «bottino» bancario pro capite. Al secondo posto troviamo i lombardi (9.350 euro), al terzo i laziali (9.283 euro).

A soffrire maggiormente nei rapporti con le banche sono le famiglie residenti nelle isole con una media pro capite di insolvenza pari a 260 euro. Subito a seguire gli abitanti dell'Italia centrale (250 euro). I più virtuosi, invece, sono a Nordest (132 euro le sofferenze pro capite).

«Difficile elencare le cause di questa tendenza - ha dichiarato il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi - anche se mai come in questo periodo ai consumatori italiani vengono proposte delle modalità di pagamento così vantaggiose. Per l'acquisto di elettrodomestici, di arredamento per la casa, di piccole autovetture ed altro ancora si può cominciare a pagare dopo 6 mesi o anche un anno dall'acquisto con tassi di interesse pari a zero. Per contro non va dimenticato che per le famiglie meno abbienti il ricorso alla rateizzazione è stato un atto quasi dovuto. E per molte di queste, visto l'aumento delle insolvenze con le banche, arrivare alla fine del mese senza toccare i risparmi è diventata un'impresa sempre più difficile».

La mappatura delle famiglie italiane e del loro rapporto con il denaro analizza anche le variazioni degli ultimi due anni. E così se i pagamenti rateali sono cresciuti del 18,4 per cento in media in tutto il paese, la regione che fa registrare la percentuale di incremento più elevata è la Campania. Tra il 2002 e il 2004 si è rilevata una crescita del 21,6% sfiorando quota 925,57 euro pro capite di indebitamento per i pagamenti rateali; seguono il Veneto (+20,5% e 773,50 euro pro capite) e le Marche (+20% e 862,96 euro pro capite).
Le percentuali di crescita più basse si registrano invece in Valle D'Aosta (+12%), in Liguria (13, 8%) e in Toscana (15,1%).

Sul fronte del risparmio, poi, dall'indagine dell'Ufficio Studi della CGIA di Mestre emerge un'immagine nitida sulle virtù di abruzzesi e sardi. Proprio in queste due regioni le percentuali di risparmio (rispettivamente +10,3% e +9,6%), sono le più alte registrate tra il 2002 e il 2004 nel belpaese. Al terzo posto la Valle D'Aosta (9,5%).
Segno negativo nel biennio viene attribuito solo alle famiglie lucane e calabresi. In Basilicata la CGIA di Mestre rileva infatti un -4,1% e in Calabria un -0,3%. Analizzando poi la situazione per macroaree, sono quelle centrali ad essere le più virtuose. Tra il 2002 e il 2004 è stato registrato un incremento del 7,5%). Seguono il nordest (7,5%), il nordovest (5,7%), le isole (5%) e il sud (1,9%).
Ed è ancora del centro Italia il record quando si parla di sofferenze bancarie. L'aumento in percentuale registrato nel biennio considerato dalla Cgia di Mestre è pari al 10,3%.
Seguono le regioni del sud (+9, 4), il nordest (9,1%), le isole (4,6%), e le regioni di nordovest (3,4%).

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