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In frenata l'economia lucana

E' la conclusione dell'analisi elaborata dall'Osservatorio economico dell'Unione delle Camere di Commercio della Basilicata
POTENZA - L'economia lucana è ancora in frenata. E' la conclusione dell'analisi rapida congiunturale del terzo trimestre del 2004 elaborata dall'Osservatorio economico dell'Unione delle Camere di Commercio della Basilicata. Secondo l'Unioncamere c'è il rischio che «l'attuale fase recessiva continui a persistere». Analizzando per punti, secondo il Centro studi è difficile soprattutto la situazione dell'industria manifatturiera lucana. Produzione, fatturato e ordinativi hanno continuato ad accusare cedimenti più o meno marcati che non hanno risparmiato alcun settore produttivo e tipologia di impresa.

Nel terzo trimestre, in particolare, la produzione delle piccole e medie aziende industriali ha accusato una flessione su base annua del 2,5 per cento che, dopo il -2,7 per cento registrato nel primo trimestre, rappresenta il peggior risultato dall'inizio della fase recessiva. Le imprese di minori dimensioni, al di sotto dei 10 addetti, e quelle artigiane registrano regressi nell'ordine del 4 o del 5 per cento mentre nelle imprese con oltre 50 addetti il calo dell'attività si è fermato al -1,0 per cento.

Hanno accusato «una forte flessione» le esportazioni soprattutto nei due comparti trainanti dell'industria dell'auto e del mobile imbottito. Il valore dell'export è diminuito del 27,5 per cento, con una perdita complessiva nei primi 9 mesi dell'anno del 9,1 per cento, a fronte di un incremento del 5,3 per cento a livello nazionale e del 6,2 per cento a livello meridionale. Per quanto riguarda il comparto del mobile (-16,7 per cento nel terzo trimestre, pari a 12,9 milioni di euro in meno) si tratta della prima variazione negativa dopo due anni e mezzo di crescita ininterrotta del fatturato estero.

In termini assoluti, tuttavia, i cali più consistenti sono stati registrati dal comparto dell'auto (75,2 milioni di euro in meno) e dei prodotti petroliferi (25,7 milioni in meno). In positivo solo il settore dell'edilizia, in particolare nella classe dimensionale da 10 a 49 addetti (+4,3 per cento del fatturato). Le previsioni degli operatori per gli ultimi mesi del 2004 fanno ritenere possibile l'avvio di una ripresa, così come indicano le ultime stime sugli investimenti in costruzioni e fabbricati elaborate da Unioncamere nell'ambito del modello previsionale relativo alle economie locali.

Non sta meglio il commercio. Tra luglio e settembre 2004 le vendite delle imprese commerciali al dettaglio, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, sono calate del 3,1 per cento, con una ulteriore accentuazione del trend negativo che dura ormai da 3 anni. La crisi delle vendite interessa soprattutto la piccola distribuzione dove la flessione ha raggiunto il 4,2 per cento ma non risparmia neppure la media distribuzione (-2,2 per cento).

La grande distribuzione è sostanzialmente stabile (+0,2 per cento) dopo aver mantenuto a lungo tassi di crescita anche significativi del fatturato. Previsioni di aumento delle vendite sono state formulate tuttavia da quasi la metà degli operatori intervistati, soprattutto della media e grande distribuzione. Quanto al Registro delle imprese, nel terzo trimestre si registra un saldo positivo di aziende iscritte di 197 unità, pari a un tasso di crescita trimestrale dello 0,49 per cento, lievemente superiore a quello del corrispondente trimestre del 2003 (0,42 per cento).

La spinta demografica del sistema imprenditoriale lucano rimane, tuttavia, molto al di sotto dei livelli conseguiti fino al 2001 (prima dell'avvio della fase recessiva), ed anche i confronti territoriali collocano la Basilicata tra le regioni con i più bassi tassi di crescita delle imprese.

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