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Basilicata - Brusco freno all'export

Nei primi nove mesi del 2004 le esportazioni dei prodotti «made in Lucania» sono diminuite del 9,1 % rispetto allo stesso periodo del 2003. Persi quasi 100 milioni
POTENZA - Nei primi nove mesi del 2004 le esportazioni dei prodotti «made in Basilicata» sono diminuite del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2003 passando da 1.068 a 971 milioni di euro (-97,6 mln).
Il risultato è stato determinato dall'andamento dell'export di automobili crollato del 23,1%; le auto prodotte a Melfi (Potenza) dalla Fiat ed esportate sono passate dai 617,5 milioni dei primi nove mesi del 2003 a 475 milioni dei primi nove mesi del 2004, con una diminuzione di 142,5 milioni.
Al «netto» del settore dell'auto - che rappresenta il 48,9% di tutte le esportazioni lucane (ma era il 57,8% nei primi nove mesi del 2003) - l'export sarebbe cresciuto del 10% da 451 a 496 milioni di euro.
Nei primi nove mesi del 2004, invece, si sta confermando, nel settore delle auto, il trend positivo delle esportazioni di «parti e accessori per autoveicoli», cioè i prodotti delle attività dell'indotto di Melfi che forniscono materiali anche ad altre industrie automobilistiche all'estero: le esportazioni sono cresciute dell' 80,6%, passando da 38,4 a 69,4 milioni di euro.
Crescono ancora le esportazioni dei salotti passate da 200 a 209 milioni di euro (+4,6%); contestualmente cresce al 21,6% (dal 18,8%) la quota dei salotti nell' export complessivo lucano. Per i salotti cresce ancora il peso del mercato inglese: che rappresenta ormai il 53,5% delle intere esportazioni (112 mln). La crescita, rispetto ai primi nove mesi del 2003, è stata di 14,1 mln pari al 14,5 %. Sono stabili a 29,9 mln di euro le esportazioni negli «States», mentre arretrano Belgio (-11,6 %), l'Olanda (-12,1%), la Germania (-18,7 %), la Svezia (-21,1%), il Giappone (-26,3%), l' Australia (-51,3%). Cresce, invece, l'export verso verso Israele (34,8%), l'Irlanda (28%) e la Spagna (88,2%) anche se i valori assoluti sono abbastanza contenuti.
Quanto agli altri prodotti esportati gli articoli in materie plastiche diminuiscono del 9,9% (da 43,7 a 39,4 mln); il petrolio continua il suo viaggio verso la Turchia ma con volumi più bassi, le esportazioni scendono, infatti, del 38,4% (da 44 a 27 mln); scendono anche le esportazioni dei prodotti chimici di base del 9,9 (da 24 a 1 mln).
Crescono del 272,1% le esportazioni di metalli di base non ferrosi (da 4,5 a 17 mln), del 29,3% quello di pile e accumulatori elettrici (da 11 a 14 mln) e del 79,2% quelle di cuoio (da 6 a 12 mln).
Tra le curiosità vi è l'esportazione di orologi per 4.605 euro «addirittura» verso la Svizzera.
EXPORT: + 80,6% COMPONENTI AUTO, SUCCESSO SU MERCATI FORTI
In controtendenza con l' export di automobili, l' industria lucana della componentistica per auto - che è nella sua stragrande maggioranza concentrata nell' area industriale di San Nicola di Melfi (Potenza) - ha messo a segno nei primi nove mesi del 2004 una crescita delle esportazioni dell' 80,6 % passando da 38,4 a 69,4 milioni di euro.
La componentistica lucana ha come mercati di destinazione gli Stati Uniti (19,6 mln di euro, con una crescita del 71,7 % rispetto ai primi nove mesi del 2003), e questo evidentemente nonostante l' effetto del «supereuro», la Germania (13,1 mln, +108 %), il Regno Unito (5,2 mln, +7,6), l' Olanda (4 mln, + 72,4). Complessivamente in questi quattro mercati, che sono considerati «forti» perchè altamente competitivi e concorrenziali, è destinato il 60,7 delle esportazioni.
Immediatamente dopo i primi quattro mercati di sbocco vi sono l' India (3,9 mln, +139,4), il Giappone (2,1 mln, +29,1 %), il Brasile (1,5 mln, 12,4 %) e la Cina (1,4 mln, 32,2%).
Il saldo tra esportazioni ed importazioni è anch' esso largamente favorevole (+ 57 milioni di euro). Le importazioni di componenti per auto nei primi nove mesi del 2004 sono diminuite del 37,9 %, passando da 19,9 a 12,3 mln.
I dati delle importazioni sono, infatti, ugualmente importanti per verificare l' eventuale spostamento all' estero di produzioni di componenti. E, infatti, tra i primi cinque paesi esportatori ve ne sono tre (Polonia, Turchia e Repubblica Ceca) che sono considerati a basso costo del lavoro e, quindi, potenzialmente in grado di accogliere delocalizzazioni di attività manifatturiere che richiedono alta intensità di lavoro. Dalla Polonia nei primi nove mesi del 2004 sono arrivati in Basilicata componenti per auto per 3 mln (+57 %), dalla Turchia per 2,2 mln (+ 10,1 %) e dalla Repubblica Ceca per 1,7 mln (+264,4 %). Contemporaneamente gli «arrivi» della Germania sono diminuiti del 68,7 % (da 6,3 a 1,9 mln), quelli dal Brasile - che pure ha un costo della manodopera molto basso - dell' 82,6 % (da 5,6 a 0,9 mln), mentre quelli della Francia sono passati da 0,3 a 1 mln. Di importazioni dai paesi considerati a «bassissimo costo del lavoro», invece, nei primi nove mesi del 2004 non vi è praticamente traccia.

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