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Dall'Ue 169 milioni per aiutare gli agricoltori colpiti dalla crisi della mucca pazza

L'aiuto di stato copre numerose misure: dal sostegno al reddito dei produttori di carne bovina al finanziamento dei costi di distruzione obbligatoria dei materiali molli nei bovini, allo stoccaggio dei materiali a minor rischio
BRUXELLES - La Commissione europea ha approvato, in via retroattiva, l'aiuto di 169 milioni di euro accordato dall'Italia nel 2001, per aiutare gli agricoltori al momento della crisi della mucca pazza. L'aiuto di stato copre numerose misure: dal sostegno al reddito dei produttori di carne bovina al finanziamento dei costi di distruzione obbligatoria dei materiali molli nei bovini, allo stoccaggio dei materiali a minor rischio. Gli interventi relativi alla distruzione dei tessuti a rischio e allo stoccaggio pubblico obbligatorio di alcune proteine animali mirano a prevenire la diffusione del morbo dell'encefalite spongiforme bovina (Bse). Si tratta infatti di garantire l'eliminazione in modo corretto sia dei materiali degli bovini a rischio, sia delle farine di carne e di ossa il cui utilizzo è vietato nell'Ue in quanto sono considerate il primo veicolo di diffusione del morbo.
Il contributo italiano, che può coprire fino al 100% delle spese, è accordato alle imprese di stoccaggio, di eliminazione e di soppressione dei residui di origine animale. Tra gli interventi c'è anche un sostegno ai produttori di carne bovina, tramite la sospensione o la proroga delle scadenze in materia di contributi sociali.
Per Bruxelles comunque, l'aiuto «è in linea con le perdite subite dal settore e dalle aziende agricole in Italia nel 2001».
In particolare, il sostegno al reddito previsto è pari a 103,25 euro per azienda, quindi al di sotto del livello degli aiuti vietati nell'Ue. L'Italia ha anche assicurato Bruxelles che il contributo non supera i 3.000 euro per beneficiario su un periodo di tre anni, come previsto dagli aiuti cosiddetti de minimis, ossia che possono essere accordati senza un avvallo preventivo della Commissione europea.
Beneficiari finali dell'operazione sono gli agricoltori ma anche i consumatori in quanto gli interventi rafforzano le garanzie dal punto di vista sanitario.

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