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Un «Progetto Mezzogiorno» per far ripartire il Sud

E' la proposta che il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha presentato ai sindacati per tentare un primo accordo sul tema del rilancio delle regioni meridionali da sottoporre immediatamente al Governo. Punto cardine un sistema fiscale di vantaggio per il Sud, più infrastrutture, riduzione dell'economia sommersa e sostegno del turismo
ROMA - Un Progetto Mezzogiorno «per rimettere in moto il Sud e così far ripartire l'economia italiana». E' quello che il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha proposto ai sindacati e alle altre 17 organizzazioni datoriali riunite a viale dell'Astronomia per tentare un primo accordo sul tema del rilancio del Mezzogiorno da sottoporre immediatamente al Governo.
Punto cardine del documento messo a punto dal vice presidente degli industriali Ettore Artioli, è la richiesta di un regime di fiscalità di vantaggio per il Sud. «Oggi non c'è - ha detto Montezemolo - ma si tratterebbe di un primo segnale da dare da parte del Governo. Un segnale per dire che nella competizione dei sistemi Paese vogliamo esserci anche noi».

«Ritengo che raggiungere oggi l'intesa su un documento di proposta - ha detto Montezemolo davanti ai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e ai rappresentati delle altre associazioni imprenditoriali - potrebbe essere un segnale forte che, con la nostra coesione diamo innanzitutto al Meridione d'Italia, alla sua gente, ai suoi giovani». Per il leader degli industriali «dobbiamo porre fine alla rimozione che nella classe dirigente e nell'opinione pubblica si è purtroppo generata sulla questione meridionale, ponendoci degli obiettivi chiari, delle priorità condivise, dandoci i tempi di verifica della loro attuazione».

Montezemolo ha quindi sottolineato come «gli imprenditori sono pronti a fare la propria parte, a investire, a rischiare» e ad «accettare, con tutte le garanzie necessarie al periodo di transizione dal vecchio al nuovo regime, la revisione degli incentivi, purché essa sia accompagnata da un'immediata, riconoscibile fiscalità di vantaggio per chi viene ad investire nel Sud».

Centrale, nel Progetto Mezzogiorno messo a punto da Confindustria dopo una serie di impegnative consultazioni col sindacato e le altre associazioni, è quella che Montezemolo chiama «Offerta Sud», perché - ha spiegato - «il punto chiave è l'effettiva promozione del territorio meridionale», attraverso «meno burocrazia, più sicurezza, riduzione dell'economia sommersa (cambiando la legge se non funziona), più infrastrutture materiali e immateriali, finanza per l'impresa a condizioni analoghe al resto dell'Italia e dell'Europa, giustizia civile più veloce».

Inoltre - per Montezemolo - è fondamentale il rilancio del turismo nel Mezzogiorno, dove l'Italia ha perso 2 milioni di presenze quest'anno.
Infine, per il leader degli industriali, è necessario «chiedere un grande sforzo di innovazione alla classe dirigente del Sud, per valorizzare e vendere in Italia e all'estero il proprio territorio».
Alla riunione, oltre a sindacati e associazioni datoriali, sono stati invitati anche Sviluppo Italia, Crui, Eni, Enel e Ferrovie, che Montezemolo ha definito «punti di riferimento importanti nelle azioni di crescita del Sud».

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