Giovedì 17 Gennaio 2019 | 00:10

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Al via scioperi nel pubblico impiego

Astensioni dal lavoro per il rinnovo del contratto: si parte oggi in 6 province, seguiranno poi gli scioperi regionali, fermata nazionale intorno al 10 dicembre
ROMA - Al via gli scioperi territoriali per il rinnovo del contratto del pubblico impiego: si parte oggi in 6 province, seguiranno poi gli scioperi regionali per arrivare alla fermata nazionale intorno al 10 dicembre. I sindacati, dunque, hanno avviato la macchina che, in assenza di novità significative, potrebbe porterà i pubblici dipendenti allo sciopero generale. «Per fermare gli scioperi - afferma Antonio Foccillo, segretario confederale Uil per il pubblico impiego- non basta più una semplice convocazione ma occorre un accordo. La situazione è diventata insostenibile. Non possiamo più aspettare. E' da giugno che aspettiamo una convocazione da parte dell'esecutivo. Inoltre nella finanziaria non ci sono le risorse per il rinnovo dei contratti».
Per Foccillo, perciò è facile prevedere un inasprimento delle forme di lotta fino ad arrivare allo sciopero generale di tutto il pubblico impiego». Ormai i pubblici dipendenti sono conn i contratti scaduti da 10 mesi: «i sindacati -ricorda Foccillo- chiedono aumenti dell'8% il governo offre il 3,7%. Una situazione inaccettabile e senza sbocco. Assistiamo a dichiarazioni contraddittorie dei ministri senza che si riesca ad aprire la trattativa. Dopo questa tornata di scioperi gestiti a livello di categoria faremo il punto con Cgil e Cisl. L'inasprimento della lotta sarà inevitabile senza novità di rilievo».
Le categorie del pubblico impiego hanno un pacchetto di 8 ore di sciopero, (2 ore a livello provinciale, 3 a livello regionale e 3 a livello nazionale), ma il pacchetto strada facendo potrebbe farsi anche pi? pesante. Il calendario messo a punto da Cgil, Cisl e Uil prevede dal 18 al 22 ottobre le due ore di sciopero a livello territoriale e dal 24 al 26 novembre le tre ore a livello regionale. Domani partiranno con la protesta Genova, Milano, Firenze, Napoli, Palermo, Trapani. dopo domani sarà la volta di La Spezia, Udine, Ascoli Piceno, Viterbo, Catania. Il 20 ottobre si fermano Savona, Macerata, Isernia, Rieti, Messina, Siracusa e il 21 Imperia, Legnano; Taranto; Caltanisetta, Enna.
Il numero maggiore di scioperi, tuttavia, si concentrerà il 22 ottobre: interessate, tra le altre, saranno Roma, Torino, Bergamo, Venezia, Bologna, Perugia, Cagliari. I sindacati hanno deciso di 'modulare' le iniziative di lotta proprio in previsione di un confronto aspro con il governo. Quella del pubblico impiego è una vertenza che va avanti da tempo, i lavoratori già prima dell'estate hanno fatto uno sciopero nazionale e da giugno attendono un incontro con il governo sui problemi del pubblico impiego. La questione più spinosa riguarda senz'altro il rinnovo del biennio economico 2004-2005, ma non è la sola.

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