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Banche, 4 ottobre sportelli chiusi in 11 regioni

Per il rinnovo del contratto domani sciopereranno i dipendenti del credito di Lombardia, Campania, Sicilia, Molise, Abruzzo, Marche, Piemonte, Val d'Aosta, Liguria, Calabria e Basilicata
ROMA - Inizio di settimana di nuovo con gli sportelli bancari in molte città italiane. Dopo la tornata di scioperi venerdì scorso in 9 regioni, domani sarà la volta dei lavoratori delle banche delle altre 11 regioni.
La protesta a sostegno del rinnovo del contratto, scaduto a fine 2003 per la parte economica e a fine 2001 per quella normativa, aveva fatto riscontrare, secondo i sindacati, un'adesione compatta dei lavoratori del settore già venerdì, con punte che per la rete hanno superato il 95% del totale.
Per il contratto che interessa circa 300.000 lavoratori domani sciopereranno i dipendenti del credito di Lombardia, Campania, Sicilia, Molise, Abruzzo, Marche, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Calabria e Basilicata. Venerdì scorso era stata invece la volta delle banche di Lazio, Umbria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Puglia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. E sempre domani incroceranno le braccia anche i lavoratori delle esattorie, circa 13.000 persone con il contratto scaduto il 31 dicembre 2001.
Per la riapertura del dialogo con il fronte bancario, intanto, si attende il ritorno dei vertici dell'Abi dalle riunioni di G7, Fondo Monetario e Banca Mondiale in corso questo weekend a Washington. Nei giorni scorsi era infatti trapelata l'intenzione del presidente Maurizio Sella di riconvocare i sindacati per la ripresa della trattativa.
Sulle richieste per il contratto le posizioni di Abi e sindacati restano distanti: Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca e Falcri chiedono aumenti salariali medi a regime del 7,3% (circa 185 euro) oltre a miglioramenti normativi come la riduzione dell'orario di lavoro di mezz'ora a settimana. L'Abi finora non si è spostata dalla proposta di aumenti del 5,29% (circa 120 euro) comprensivi dei costi normativi del contratto. La Fabi che partecipa con il Sinfub al secondo tavolo di trattativa mentre il Dircredito è tornato al tavolo confederale, chiede aumenti medi di 236 euro.

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