Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 16:57

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Contro il rischio petrolio più efficienza

Il G7, nel comunicato finale lancia un appello ai produttori «per garantire rifornimenti adeguati in modo da moderare i prezzi»
WASHINGTON - «I prezzi del petrolio restano alti e sono un rischio». Lo afferma il comunicato finale del G7 che lancia un appello ai produttori «per garantire rifornimenti adeguati in modo da moderare i prezzi».
I paesi industrializzati devono consumare meno petrolio «aumentando la loro efficienza energetica». Lo chiede il comunicato finale del G7 che auspica che anche i mercati petroliferi funzionino in modo efficiente e invitano l'Aiea a migliorare la trasparenza dei dati del settore. La questione dell'approvvigionamento dell'energia sarà all'ordine del giorno anche della prossima riunione del G7.

«La crescita economica globale è forte e le prospettive per il 2005 restano favorevoli», si afferma nel comunicato finale che però aggiunge che «questo non è il momento del compiacimento» perché la crescita è più forte in alcune aree che in altre e «gli squilibri restano». L'inflazione e le aspettative inflazionistiche restano basse.
I ministri finanziari del G7 ribadiscono che i cambi tra le valute devono riflettere i fondamentali dell'economia e che l'eccesso di volatilità e movimenti disordinati non sono desiderabili per la crescita. In questo contesto i Sette Grandi auspicano una maggiore flessibilità per quei paesi o quelle aree geografiche che ne hanno bisogno per favorire un composto aggiustamento del sistema finanziario internazionale basato su meccanismi di mercato. Il principale riferimento in questo caso è alla Cina.
Il G7 ribadisce il suo impegno a combattere il sistema di finanziamento del terrorismo, che è essenziale per ridurre il rischio di attentati.
Per sostenere la crescita nei paesi industrializzati servono finanze pubbliche in ordine e strategie per consolidarle a medio termine. Ai paesi emergenti viene chiesto di sfruttare la favorevole congiuntura economica per rendere le loro economie meno vulnerabili a choc esterni. In particolare all'Argentina si chiede di portare avanti le riforme strutturali e di attuare gli impegni presi in vista della Terza Revisione degli accordi con il Fmi.

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