Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:55

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1° ottobre di scioperi per banche e scuole

Sportelli chiusi per la mobilitazione dei 300.000 bancari a sostegno del rinnovo del contratto nazionale di lavoro. IL bis dell'agitazione il 4 ottobre
ROMA - Riparte il 1° ottobre, la mobilitazione dei 300.000 bancari a sostegno del rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Un accordo scaduto a fine dicembre 2003 per la parte economica e a fine 2001 per quella normativa.
Una mobilitazione «a macchia di leopardo», che nella giornata di domani coinvolgerà gli istituti di Lazio, Umbria, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Puglia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, e che lunedì prossimo 4 ottobre chiuderà gli sportelli in Lombardia, Campania, Sicilia, Molise, Abruzzo, Marche, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Calabria e Basilicata.

Due giornate di sciopero che seguono quella dello scorso 10 settembre in tutt'Italia, che non ha portato a ridurre le distanze che ancora rimangono fra le richieste dei sindacati di categoria e le disponibilità delle rappresentanze delle aziende di credito. Fisac-Cgil, Fiba-Cisl, Uilca e Falcri chiedono aumenti salariali medi del 7,3% (cioè circa 185 euro) e miglioramenti normativi come la riduzione dell'orario di lavoro di mezz'ora a settimana. Dall'altra parte l'Associazione bancaria italiana (Abi) risponde proponendo aumenti del 5,29% (cioè circa 120 euro) comprensivi dei costi normativi del contratto. Più sostanziose sono invece le richieste della Fabi (236 euro) che, con il Sinfub, partecipa al secondo tavolo della trattativa con l'Abi, mentre il Dircredito è tornato al tavolo confederale.
Distanze e situazione di empasse della trattativa hanno indotto i sindacati a proclamare queste 2 nuove giornate di sciopero.

Proprio ieri è sembrato arrivare, da parte degli istituti di credito, un cenno di apertura. Il presidente dell'Associazione delle banche, Maurizio Sella, ha infatti affermato che dopo le 2 giornate di sciopero, al suo ritorno dal meeting annuale del Fondo monetario internazionale intende «convocare i sindacati per riaprire il confronto sul rinnovo del contratto di lavoro». Un incontro che, secondo fonti vicine alla delegazione dei banchieri in missione a Washington, potrebbe avvenire il prossimo 11 ottobre. Un segnale che dovrebbe essere accolto dai sindacati, che comunque hanno stigmatizzato l'atteggiamento tenuto sino ad ora dall'Abi. «Assolutamente rigido ed irresponsabile», l'ha definito il segretario generale della Fiba, Giuseppe Gallo, mentre la Falcri ha espresso una durissima condanna verso «l'ostinata rigidità assunta dalle banche sulle richieste economiche e il pregiudiziale rifiuto a confrontarsi sugli importanti aspetti normativi contenuti nell'articolata e innovativa piattaforma rivendicativa».
«Ci aspettiamo che dopo il 4 ottobre le aziende ci convochino in modo bruciante - ha aggiunto Gallo - e che ci dicano che la nostra piattaforma è tutta legittima».

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