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Per i telefonici le pensioni di vecchiaia uguali a quelle di anzianità

L'adeguamento previsto in seguito a sentenza della cassazione
Anche le pensioni di anzianità liquidate a carico del «Fondo di previdenza per il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia» con decorrenza compresa tra il 1° dicembre 1973 ed il 1° gennaio 1997, sono da equiparare, quanto al loro importo, alle pensioni di vecchiaia liquidate dal predetto Fondo ai propri iscritti al compimento dell'età prevista per il pensionamento di vecchiaia.
Il principio - di recente affermato dalla Corte di Cassazione a sezioni unite - si riferisce, in particolare, alle pensioni di anzianità del fondo telefonici, liquidate in base all'art. 10 della legge 22/10/73 n.627 (poi abrogato dal 1° febbraio 1997).Articolo che aveva disposto una riduzione dell'importo delle predette pensioni, pari allo 0,50% delle retribuzione pensionabile per ogni anno d'anticipo della decorrenza della pensione rispetto alla data del compimento dell'età prevista per il pensionamento di vecchiaia da parte del richiedente.

La predetta riduzione era stata, peraltro, mantenuta in vigore dall'Inps, nella convinzione che, in base al disposto dell'art.10, la penalizzazione, una volta applicata, rimanesse confermata anche al compimento dell'età pensionabile da parte del titolare della prestazione.
A seguito del deliberato della Suprema Corte (sentenze n. 7266 e 7268 del 12/2 - 16/4 2004 e n. 8435 del 12/2 - 4/5/ 2004) i pensionati a suo tempo penalizzati hanno diritto, al compimento dell'età di vecchiaia, al ricalcolo d'ufficio della pensione, con corresponsione degli arretrati - nei limiti della prescrizione ordinaria decennale di cui all'art. 2946, del codice civile - da calcolare con riferimento alla data del 6 agosto 2004 (data d'emanazione delle disposizioni dettate dall'Inps ai propri uffici), maggiorati degli interessi legali e della rivalutazione monetaria, così come per legge. Alla ricostituzione d'ufficio hanno diritto, inoltre, anche i superstiti dei pensionati in questione.

Adolfo de Mattia

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