Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 20:43

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Prezzo benzina, nuovo record italiano

Un litro di carburante arrivato a quota 1,175 euro, pari cioè a 2.275 lire al litro. Complice la nuova fiammata delle quotazioni petrolifere
ROMA - I prezzi della benzina, nei distributori stradali italiani, schizzano a nuovi record con un litro di carburante arrivato a quota 1,175 euro, pari cioè a 2.275 lire al litro. Complice la nuova fiammata delle quotazioni petrolifere, i listini delle compagnie, dopo qualche settimana di tregua, hanno ripreso a salire con l'Api e la Fina che oggi - secondo quanto si apprende dai dati del Ministero delle Attività produttive - hanno portato a quota 1,175 euro al litro la verde.
Oltre ai due marchi Api e Fina che hanno toccato il nuovo record rincarando di 0,004 euro al litro i prezzi di vendita consigliati ai propri gestori, un' ondata di rialzi sta riguardando anche quasi tutti gli altri listini delle compagnie petrolifere che operano in Italia. Aumenti, sempre da oggi, sono scattati infatti per la benzina anche alla Erg, alla Shell ed alla Tamoil, con aggiustamenti all' insù compresi tra gli 0,002 e gli 0,004 euro al litro. E rialzi generalizzati si registrano anche sul fronte del gasolio con 7 marchi su 9 che oggi sono tornati a rimettere mano ai propri listini. Il carburante è volato così anche fino a sfiorare quota 1 euro al litro (0,999 negli impianti Api e Fina) A spingere al rialzo i prezzi gioca la situazione dei mercati internazionali del greggio che, negli ultimi giorni, hanno registrato nuove fiammate ripercuotendosi anche sulle quotazioni dei prodotti lavorati (i carburanti Platt's quelli di riferimento europeo). I nuovi rialzi internazionali hanno così iniziato a scaricarsi sui prezzi praticati in Italia da qualche giorno, accelerando oggi la corsa verso il traguardo del nuovo record storico. Vanificando la tregua delle ultime settimane, le compagnie hanno così rimesso mano ai propri prezzi rompendo anche quel 'gentleman agreement' con il Governo che ad agosto aveva invitato i petrolieri al massimo sforzo per contenere i prezzi, contribuendo così al contenimento dell'inflazione. Il capitolo carburanti rischia infatti di pesare sull'inflazione proprio in in momento in cui il Governo sembra essersi schierato contro il caro-vita con una serie di iniziative anti-inflazione. Sul versante benzina, al momento, non sembrano però allo studio misure di particolare impatto - salvo un reiterato appello al completamento della ristrutturazione della rete di distribuzione da cui si attende un calo dei prezzi - dopo che in sede europea è stata ribadita l'impossibilità per i Paesi membri di agire, senza un'azione coordinata, sulle accise, unica arma a disposizione dell'esecutivo.

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