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Pensioni, da ottobre 32,7% in più in busta paga

Dal 6 ottobre i lavoratori che scelgono di continuare a lavorare anziché andare in pensione potranno far domanda per beneficiare dell'incentivo: verranno liquidati i contributi previdenziali altrimenti destinati all'Inps. Attivo il numero verde dell'Istituto (800 90 10 80) per informazioni. • Vademecum
Anziani pensionati ROMA - Arriva il superbonus previdenziale per chi decide di restare al lavoro pur avendo raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità. Dal 6 ottobre i lavoratori interessati potranno presentare la domanda per beneficiare dell'incentivo, che consiste nel versamento in busta paga dei contributi previdenziali destinati alle casse dell' Inps. I primi aumenti scatteranno con gli stipendi di novembre e - secondo i calcoli dei tecnici del Welfare - la busta paga potrà crescere dal 42% al 51%, a seconda della retribuzione mensile netta. A spiegare modalità e procedure che renderanno operativo il bonus è stato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, che - nel giorno della pubblicazione della riforma delle pensioni in Gazzetta Ufficiale - ha illustrato il decreto attuativo messo a punto dai suoi uffici e che nei prossimi giorni sarà firmato dallo stesso Maroni e dal ministro dell'Economia Siniscalco. Si tratta del primo decreto attuativo della delega previdenziale, cui seguiranno quelli sulla previdenza complementare e sull'innalzamento dell'età pensionabile dal 2008.
- VERIFICA A FINE ANNO, PRUDENZA SU RISPARMI. «L'obiettivo di questi incentivi è aumentare il tasso di occupazione e diminuire la spesa previdenziale», ha spiegato il ministro, certo che il superbonus «sarà un successo» e che già entro la fine dell'anno ci sarà «un aumento consistente dei lavoratori che decideranno di restare al loro posto». Comunque, ha aggiunto il ministro, «dalla finestra di ottobre partirà un monitoraggio costante della situazione, per capire se la misura funziona o meno» e per poter già fare entro dicembre una prima verifica. Sui risparmi che potranno scaturire da questa misura Maroni non si sbilancia: «Non faccio previsioni. La relazione tecnica del ministero dell'Economia - ricorda - prevedeva zero risparmi. Quindi, anche solo un euro di risparmio sarà un successo».
- AUMENTA STIPENDIO, PENSIONE CONGELATA. Il bonus in pratica consiste nel versamento esentasse in busta paga dei contributi previdenziali destinati all'Inps, pari al 32,7% della retribuzione lorda. Questo, ha spiegato Maroni illustrando le simulazioni messe a punto dai suoi uffici, porterà ad «aumenti fino al 50% e più dello stipendio netto». Per esempio, a chi ha una retribuzione netta mensile di 1.000 euro andrà un bonus di 425 euro (+42%); chi guadagna 2.500 euro al mese avrà ben 1.290 euro in più (+51%). Nel momento in cui si rinuncia al versamento dei contributi previdenziali, però, la pensione resterà congelata. L'importo che spetterà a coloro che hanno optato per il superbonus sarà pari a quello calcolato al momento della richiesta dell'incentivo, chiaramente adeguato all'aumento del costo della vita intervento nel frattempo.
- TRE OPZIONI, ESCLUSI STATALI. A beneficiare dell'incentivo - ha spiegato Maroni - potranno essere tutti i lavoratori dipendenti del settore privato (compresi quelli iscritti alle casse privatizzate come l'Inpgi) che hanno maturato il diritto alla pensione di anzianità o lo matureranno entro il 31 dicembre 2007. Sono per il momento esclusi dalla norma i dipendenti pubblici (almeno per tutto il 2005, ha detto Maroni), mentre il ministro ha assicurato che l'incentivo varrà anche per i dipendenti delle aziende in crisi, come nel caso di Alitalia. Dunque, raggiunti i requisiti il lavoratore avrà davanti a sè tre opzioni: andare in pensione anticipata; restare in attività e continuare a far versare i propri contributi all'Inps; restare al lavoro e incassare subito il superbonus rinunciando alla contribuzione previdenziale. Fatta quest'ultima scelta - ha spiegato Maroni - non si potrà più tornare indietro e passare nuovamente al versamento dei contributi ("E' solo un fatto tecnico e una scelta di semplicità», ha spiegato il ministro). Resta fermo il fatto - ha quindi sottolineato Maroni - che il lavoratore che ha optato per il bonus può in qualunque momento ("anche dopo un mese") decidere di andare in pensione, anche se dovessero cambiare i requisiti.
- SI PARTE A OTTOBRE, PRIMI AUMENTI A NOVEMBRE. Considerati i quindici giorni di vacatio legis dalla pubblicazione in Gazzetta della riforma, questa entrerà in vigore dal prossimo 6 ottobre. A partire da quella data potranno essere presentate all'Inps le domande per usufruire dell'incentivo. I primi che potranno farlo saranno i lavoratori privati che hanno raggiunto i requisiti per la pensione di anzianità (57 anni più 35, oppure 40 anni di contribuzione) entro lo scorso mese di giugno. Chi, invece, li ha maturati dal primo luglio 2004, dovrà aspettare il primo gennaio del prossimo anno. Presentata la domanda l'Inps si attiverà immediatamente per inviare al datore di lavoro (massimo in 30 giorni) la certificazione che attesta come il lavoratore interessato abbia realmente i requisiti richiesti. L'accredito del bonus avverrà nel mese successivo a quello della presentazione della domanda. Dunque, i primi incentivi saranno erogati con gli stipendi di novembre.
- CAMPAGNA INFORMATIVA. Partirà già nei prossimi giorni, con l'Inps che invierà ai potenziali interessati una lettera (si partirà con 40.000 missive) in cui sarà spiegato il provvedimento. Già da domani, comunque, sarà attivo il numero verde dell'istituto (800 90 10 80) dedicato esclusivamente al superbonus. Previsti anche spot televisivi.

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