Giovedì 24 Gennaio 2019 | 11:12

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16 settembre, «sciopero della spesa»

I presidi della trasparenza della Coldiretti nelle piazze italiane: per raccogliere le «sollecitazioni» delle associazioni consumatori e verificare la forbice tra produzione e consumo
ROMA - Niente cappuccino e cornetto al bar, niente serata in pizzeria e soprattutto niente auto. Per un giorno solo pranzo al sacco e lunghe camminate. Ad incrociare le braccia non saranno i lavoratori, ma i consumatori, chiamati domani, per la quarta volta, a rinunciare agli acquisti e ad aderire allo sciopero della spesa e dell'auto proclamato per protestare contro il carovita degli ultimi mesi.
Da sempre pronta a denunciare le stangate e gli aumenti dei prezzi che negli ultimi anni hanno prosciugato le tasche degli italiani, l'Intesa dei consumatori scenderà di nuovo in piazza domani mattina, davanti a Montecitorio e sotto la sede dell' Istat a Roma, diffondendo lo slogan «Prezzi alti, no comprà». Un invito a tutti gli italiani non solo a non acquistare nulla nei negozi, ma anche ad evitare, o quantomeno limitare, l'utilizzo di macchine e motorini, in segno di protesta contro il caro-pieno e contro «l'inerzia» dimostrata finora dal governo nell'affrontare l'emergenza benzina.
Il problema dei prezzi, al centro delle polemiche sin dai primi mesi dopo l'introduzione dell'euro, rimane del resto una delle questioni sul tappeto dell'esecutivo, soprattutto di fronte al calo dei consumi che pesa anche sull'andamento dell'economia. L'obiettivo del governo, già sottolineato dal ministro dell'Economia Domenico Siniscalco e dal vicepremier Gianfranco Fini, e oggi ribadito dal ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, è quello di coinvolgere la grande distribuzione in un accordo nazionale per il contenimento, e in alcuni casi la riduzione, dei prezzi di molti beni di largo consumo. L'accordo già raggiunto in questi giorni a Torino, ha indicato Marzano, «è un primo passo; quello a cui io e Siniscalco miriamo è un accordo a livello nazionale e ho l' impressione che presto ci arriveremo». A breve, ha aggiunto il ministro, la grande distribuzione sarà quindi di nuovo convocata al ministero per affrontare il problema.
Un impegno «diretto e personale» alla lotta contro il carovita è stato assicurato anche dal presidente del Senato Marcello Pera, che ritiene necessari «maggiore attenzione e maggiore vigilanza» anche da parte dei cittadini.
Le associazioni dei consumatori affilano intanto le armi in vista dello sciopero cui, tra gli altri, hanno già dato la loro adesione, spiega l'Intesa, i Ds, Cgil, Uil, Fnsi, Coldiretti, Verdi, Rifondazione comunista, Sunia, Comunisti italiani e Lista consumatori. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori invitano gli italiani a non andare al bar, a portarsi il pranzo da casa, ad utilizzare i mezzi pubblici per gli spostamenti, a rimandare lo shopping e a ridurre allo stretto indispensabile anche l'uso del cellulare.
Sempre per domani anche le altre sigle dei consumatori hanno organizzato una giornata di mobilitazione per «richiamare il governo ad un maggior impegno», spiega l'Adiconsum, e per sollecitare interventi strutturali a favore della concorrenza e della liberalizzazione del commercio e delle professioni.
Altroconsumo ha invece deciso di diffondere una guida al risparmio «in 10 mosse», perchè è meglio «comprare bene tutto l'anno che non comprare nulla per un giorno». L'associazione ha messo quindi a disposizione sul proprio sito i servizi per la scelta della migliore assicurazione rc auto, dei supermercati più convenienti, dei farmaci generici, e per la scelta di elettrodomestici e sistemi di riscaldamento.

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