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Scioperi: 1,4 milioni di ore perse a maggio

L'Istat sottolinea che il boom di maggio è dovuto alle richieste sindacali nel pubblico impiego e alla vicenda Melfi, con i suoi risvolti sull'attività del gruppo Fiat
ROMA - Boom degli scioperi a maggio: le ore non lavorate per conflitti di lavoro sono state 1,4 milioni, oltre la metà dei 2,6 milioni di ore complessivamente perse nei primi 5 mesi dell'anno.
Degli 1,4 milioni di ore perse a maggio, 780.000 sono legate a cause legate al rinnovo del contratto di lavoro, e 529.000 a rivendicazioni economico-normative. Lo rende noto l'Istat sottolineando che il boom di maggio è dovuto alle richieste sindacali nel pubblico impiego e alla vicenda Melfi, con i suoi risvolti sull'attività del gruppo Fiat.
Nei primi cinque mesi del 2004, dei 2,672 milioni di ore non lavorate per conflitti di lavoro (-1,1% rispetto allo stesso periodo del 2003) quasi il 38% è da imputare a rivendicazioni economico-normative.
Per quanto riguarda invece il singolo mese di maggio la concentrazione di ore non lavorate riguarda «sia la pubblica amministrazione, con una quota del 52,5% pari a 755 mila ore, che le industrie metallurgiche e meccaniche (con il 35,1% del totale delle ore non lavorate). Il valore registrato in maggio 2004 (1,437 milioni di ore non lavorate) è inferiore di circa il 3% rispetto a quello dello stesso mese del 2003 ma segna un boom rispetto ai primi quattro mesi del 2004. In gennaio, infatti, le ore non lavorate per conflitti di lavoro sono state 161 mila, a febbraio il numero è salito a 300 mila per poi scendere a 254 mila il mese seguente. In aprile invece le ore perse sono state 520 mila, quindi quasi un terzo di quelle perse nel maggio 2004.

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