Martedì 22 Gennaio 2019 | 14:20

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L'inflazione è ferma al 2,3%

Carovita ai livelli del mese scorso nonostante il petrolio. I prezzi su base mensile, sono aumentati dello 0,2%. Su base annua il tasso d'inflazione più forte si registra a Torino (3%) e quello più debole ad Ancona (1,4%). Sopra al 2% anche Bari (2,1%)
• Istat: «Cresce il costo di produzione»
ROMA - Inflazione ferma ad agosto per il secondo mese consecutivo. Secondo i dati provenienti dalle città campione, il carovita è rimasto inchiodato al 2,3%, così come in luglio. I prezzi, su base mensile, sono aumentati dello 0,2%.
Il carovita resta così inchiodato ai livelli dello scorso mese, nonostante la fiammata dei prezzi del petrolio. Il dato proveniente dalle città campione, in ogni caso, dovrà essere sottoposto alle dovute verifiche e arrotondamenti: l'ufficialità sarà data solo dall'Istat, che domani diffonderà la stima provvisoria e il 14 settembre le cifre definitive. Non è escluso, per il gioco degli arrotondamenti, che si arrivi anche al 2,2% tendenziale.
Stando ai dati di oggi, le città che su base mensile hanno sopportato l'aumento dei prezzi più consistente sono state Torino, Napoli, Milano, Palermo e Trieste, che hanno tutte registrato una variazione del +0,3%. Seguono Ancona, Bari e Genova con un aumento congiunturale dello 0,2%. Roma, Perugia e Firenze registrano invece un incremento dei prezzi pari allo 0,1%. Su base annua, invece, il tasso d'inflazione più forte si registra a Torino (3%) e quello più debole ad Ancona (1,4%). Sopra al 2% si trovano anche Genova (2,1%), Bari (2,1%), Napoli (2,8%), Palermo (2,2%), Roma (2,2%), Trieste (2,1%).

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