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Dall'Ue «timida» approvazione al Dpef

Il neo-ministro Domenico Siniscalco ha incassato l'apprezzamento del Commissario europeo, Jaquin Almunia, per la strategia di risanamento dei conti
BRUXELLES - Esordio europeo per Domenico Siniscalco nella sua nuova veste di ministro dell'Economia e delle Finanze. Il titolare del dicastero di via XX Settembre ha incassato oggi a Bruxelles un apprezzamento del Commissario europeo agli Affari economici e monetari, Jaquin Almunia, per la strategia di risanamento dei conti pubblici italiani nel 2005. A patto però che il Dpef venga concretizzato senza cedimenti nella prossima finanziaria.
Dopo il suo primo incontro con Siniscalco, in carica solo dal mese scorso, il Commissario Ue ha espresso più volte «soddisfazione» per il Documento di programmazione economica, anche se a suo avviso è un po' «timido» per quanto riguarda gli obbiettivi di riduzione del deficit nel triennio 2006-2008: Bruxelles comunque, pur auspicando che le finanze italiane puntino al pareggio di bilancio con più 'coraggiò, non ha voluto che questo auspicio suonasse come una critica nei confronti del governo italiano, incoraggiandolo nell'obiettivo di tradurre in fatti (la Finanziaria) le parole (il Dpef).
- DPEF, SODDISFAZIONE SE VERRA' ATTUATO. «Per il 2005 - ha detto infatti Almunia al termine di un incontro durato circa un'ora e mezza, ben più del previsto - saremmo molto soddisfatti se questa Finanziaria, che sarà dibattuta ed approvata dal Parlamento italiano, rispecchiasse le cifre del Dpef». Il commissario Ue, che già venerdì aveva elogiato le «buone intenzioni» contenute nel testo, si è detto rassicurato «dalla volontà politica» dimostrata da Siniscalco di «avanzare verso un risanamento di bilancio» anche attraverso questo Dpef che «è un documento realistico» perchè non sovrastima in maniera «irralistica» nè la crescita (2,1% il Pil per il 2005) nè altre variabili. Oggetto del colloquio, ha rivelato Almunia, sono state anche «alcune grandi linee per la prossima Finanziaria 2005» su cui però sarà necessaria «una nuova riunione» dato che per Bruxelles al momento «non ci sono decisioni prese dal governo italiano». Un altro incontro e quindi già certo e si terrà «presto», si è limitato a confermare il ministro.
- PIU' CORAGGIO CON RISANAMENTO 2006-2008. «Le cifre di riduzione del deficit pubblico a medio termine sono un po' timide rispetto agli obiettivi» indicati da Bruxelles «nei grandi orientamenti di politica economica», ha notato il commissario spagnolo successore di Pedro Solbes con una frase che, confermano fonti a lui vicine, ha un significato solo marginale. Questi «Grandi orientamenti» indicano per l'Italia l'obbiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio nel medio-termine (mentre il Dpef indica come obbiettivo un rapporto deficit-Pil di 1,2% per il 2008 e di 2,2% nel 2006).
- PETROLIO, PER ACCISE ASPETTARE UE. Nell'incontro che Almunia ha definito «molto utile» e Siniscalco «molto fruttuoso», il ministro ed il commissario hanno ovviamente parlato anche dell'impatto che il prezzo del petrolio può avere sulla crescita. Ai giornalisti entrambi hanno però ricordato che per i singoli Paesi non ci sono margini di manovra autonomi rispetto agli altri: «c'è un impegno dei ministri Ecofin di coordinare le eventuali misure in questo campo, soprattutto le misure di tassazione», ha ricordato Siniscalco riferendosi ad una decisione presa in giugno sotto la responsabilità del suo predecessore, Giulio Tremonti. Almunia è stato categorico: «nessun Paese deve prendere misure unilaterali senza una consultazione preventiva in seno all'Ecofin». Per un intervento sulle accise o simili bisogna dunque vedere prima cosa pensano i ministri degli altri Paesi che si riuniranno in Olanda il 10 e 11 settembre ma che in agenda, almeno formalmente, ancora non hanno il petrolio.
- PATTO, NESSUNA NOVITA' UFFICIALE. Nell'incontro di oggi si è discusso anche delle «nostre idee», ha detto Almunia, su come «adattare alcuni aspetti del patto di stabilità e crescita": insomma, si è limitato a dire Siniscalco, si è parlato delle «prospettive e proposte» che la Commissione farà per una «interpretazione e applicazione del Patto di stabilità». Almeno ufficialmente dunque non sono emerse nuove indicazioni più su come Bruxelles intende riformare la legge europea anti-deficit.
Rodolfo Calò

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