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Il petrolio sfiora i 49 $ al barile

Nel mercato after hours i futures sul greggio con consegna a settembre, spinti dall'inasprirsi della crisi irachena, sono infatti saliti a 48,98 dollari
NEW YORK - Il continuo inasprirsi della crisi irachena, e il profilarsi della battaglia finale a Najaf sopo il rifiuto del leader radicale sciita Moqtada al-Sadr di disarmare la propria milizia, hanno provocato un'ennesima impennata nei prezzi del petrolio, anche per il perdurante strangolamento delle esportazioni del greggio di Baghdad derivante dalla situazione di belligeranza nel Paese arabo: a New York i futures del Light Crude sono infatti schizzati fino a sfiorare i 49 dollari al barile, toccando la nuova-quota record di 48,98 dollari. Un andamento in costante ascesa che rende sempre più vicina la soglia critica dei 50 dollari, e che ha indotto persino il presidente dell'Opec, l'indonesiano Purnomo Yusgiantoro, ad ammettere di essere «molto preoccupato».
«Sono davvero preoccupato per la continua crescita dei prezzi petroliferi», ha dichiarato Yusgiantoro da Giacarta. «Comunque, faremo del nostro meglio alla riunione dell'Organizzazione di settembre». L'appuntamento è al quartier generale di Vienna per il 14 del mese prossimo; il presidente dell'Opec ha reso noto che colloqui tra gli Sttai membri sono già in corso e che altri ne seguiranno pirma di tale scadenza, ma anche aggiunto che fino ad allora non sono fda attendersi soluzioni concrete. «Contunueremo a comunicare a livello di ministri», ha spiegato, «però abbiamo concordato di aspettare settembre».
Nemmeno i Paesi esportatori, ha proseguito Yusgiantoro, sono in grado di fare previsioni sui livelli che i prezzi del greggio potranno raggiungere. «Se esistono altri fattori che vanno al di là della nostra portata», ha puntualizzato, con palese allusione al precipitare degli eventi in Iraq, «sarà difficile per l'Opec valutarne l'impatto sui prezzi». Qualche speranza è tuttavia riposta nel arpporto che il "gruppo di studio di crisi" dell'Organizzazione presenterà in occasione dell'incontro copn i Paesi non aderenti, in programma per il 16 e il 17 settembre. «Io spero che i prezzi non continueranno a salire» ha concluso, per poi ribadire: «Faremo del nostro meglio per fermarli».

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